Harry fame! Harry panino! Accio panino!
giovedì 17 novembre 2011
Biondini, brunetti, Grifoncini e Serpi in seno
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lunedì 14 novembre 2011
Lo stile copione
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lunedì 3 ottobre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
Dead Island - Uccidere zombi è da donnette
Mia sorella e mio fratello mi hanno regalato Dead Island per xBox360. Ora, io aspettavo questo gioco da mesi, da quando ho visto il trailer fighissimo su YouTube.
Il gioco per adesso mi strapiace, però ci sono due o tre particolari che mi fanno un po' ridere.
Piccola premessa per chi non conosce il gioco: la trama è, essenzialmente, che sull'isola tropicale di Banoi si scatena l'apocalisse zombi. Lo scopo del gioco è ovviamente sopravvivere e possibilmente salvarsi, dando una mano agli altri sfigati che come te sono sopravvissuti alla prima ordata di mostri.
Comitato di benvenuto entusiasta
Ora, il gioco comincia con te che ti svegli un po' stordito nella tua stanza. L'albergo è silenzioso e apparentemente deserto. Prima ancora di capire che cazzo sta succedendo - zombi e tutto il resto - hai già la possibilità di razziare le stanze e le valige dei vari ospiti, fottendo soldi a destra e a manca.
Bene. Dovete sapere che all'inizio della partita potete scegliere il vostro personaggio. Mio fratello ha scelto Sam B., un omone marrone grosso e cattivo specializzato in armi pesanti.
Venite a prenderlo, bastardi!
Io, che preferisco le armi da mischia leggere - sono classe ladro inside - mi sono presa Xian Mei. Ora, con tutto il bene, ma se l'unica persona a essere immune dal contagio fosse questa:
T-ti plego blutto zombi, non mi uccidele!
voi le chiedereste di fare da panzer per il vostro piano di fuga dall'isola? Come ho già detto, non siamo gli unici sopravvissuti su Banoi. Ben presto, infatti, scopriamo che dei piccoli agglomerati di persone si sono radunate un po' al faro, un po' alla stazione di salvataggio della spiaggia. Tra i sopravvissuti ci sono anche omoni grossi e cattivi e tatuati... eppure mandano me a fare qualsiasi cosa, dalla raccolta di cibo allo sfondamento delle fila di zombi! Okay, direte voi, per background Xian Mei è un agente segreto e palle varie... ma gli altri personaggi non lo sanno! Perché mandare una cinesina dall'aria indifesa, a sfondare i crani agli zombi?
Un'ultima cosa. Le missioni spesso vengono pagate in denaro sonante - il che è cosa buona e giusta. Il punto è che il denaro sonante viene speso ai negozi improvvisati degli altri sopravvissuti, che ti vendono armi per sconfiggere gli zombi al posto loro. Non dico tanto, ma visto che vi salvo il culo, io, da sola, almeno le armi gratis? No, eh?
Detto questo, il gioco mi strapiace e lo adoro e sono felice di aver finalmente finito gli esami per poter finalmente giocare un po' in santa pace!
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mercoledì 3 agosto 2011
sabato 30 luglio 2011
Sensazionalismi
Io non inciampo sui gradini, precipito dai burroni. È una filosofia di vita e non ci posso fare niente.
mercoledì 20 luglio 2011
Libresse
Non mi ricordo più dove ho letto questa affermazione, ma la trovo assolutamente vera:
Nulla induce di più alla menzogna della domanda "Hai letto questo libro?".
I libri inducono alla menzogna. Il leggerli, non lo scriverli, dal momento che scrivere una storia "inventata" è già di per sé, in senso lato, mentire, e noi non vogliamo far piovere sul bagnato.
Sarà capitato anche voi di chiedere - o di partecipare a una discussione dove l'argomento fosse - "Qual è il tuo libro preferito?". Una delle domande più terrificanti della storia, vero? Io sono fermamente convinta che ognuno di noi abbia un libro (o un film, o una canzone) nel cuore, e che quel libro (o film, o canzone) non debba necessariamente essere il migliore che si letto (o visto, o sentito). Il libro preferito è una questione di... pancia, più che di testa. Almeno per come la vedo io. È come quando ci si innamora, e l'uomo (o la donna) che si ama non c'entra un piffero con l'uomo/la donna dei nostri sogni. In "500 days of summer", uno dei personaggi dice, riferendosi alla propria fidanzata: "Robin is better than the girl of my dreams. She's real".
Il punto è: non ci si innamora di una persona perfetta, ci si innamora della nostra persona. Così per i libri.
Tornando alla domanda "Qual è il tuo libro preferito?". Se vale la regola "Sei quello che mangi", credo che si possa dire anche "Sei quello che leggi". Qualcuno che conosciamo solo superficialmente ci chiede "qual è il tuo libro preferito?" e la reazione è orrore puro, perché, oddio, se gli dico il titolo e a lui non piace e ci faccio la figura di quello che legge schifezze? O peggio, siamo consapevoli del fatto che il nostro libro preferito sia, beh, non proprio il miglior titolo in circolazione. O, semplicemente, senza che occorra il fattore vergogna, è probabile che uno voglia solo fare... bella figura. E allora partono le balle.
domenica 17 luglio 2011
Costipazione
Eccomi di ritorno dopo mesi che non mi faccio sentire. C'è ancora qualcuno che mi legge? Ciao, tu che mi leggi ancora. Devi essere un tipino paziente! Oppure sei mia madre. Ciao, mamma!
Beh, chiunque tu sia, fa proprio caldo in questi giorni, vero? Per me sono stati due mesi d'inferno: un po' il caldo, un po' gli esami universitari, un po' cazzi vari e di varia natura, un po' il blocco dello scrittore. E quando parlo di 'blocco dello scrittore' parlo di costipazione di quelle serie. In questi giorni mi sono letteralmente sforzata di buttare giù qualcosa (il risultato lo trovate qui) e riprendere la mano non è facile. Il problema maggiore è il perfezionismo. Fisso la pagina bianca per qualcosa tipo mezz'ora. Scrivo due parole due. Le rileggo. Le cancello. Riscrivo la prima parola. Ci penso su un attimo e riscrivo anche la seconda. Ne aggiungo una terza. Le rileggo. Riscrivo. E così trascorre il mio già scarno tempo libero, tra nevrosi e costipazione.
Renée è una one-shot che non mi dispiace. Mi soddisfano soprattutto i dialoghi. Non sono del tutto persuasa dal finale. Volevo renderlo brutale, ma non brutale in senso negativo, non so se mi spiego. No che non mi spiego, lo so, abbiate pazienza.
Prometto di aggiornare più spesso. Potrebbe aiutarmi con la costipazione, non si sa mai.
venerdì 10 giugno 2011
S-leggere
Ieri sera il signor scrocco ed io siamo andati al cinema, a vedere Paul (l'ultima fatica di Simon Pegg e Nick Frost - ne riparleremo). Durante la pubblicità che precede l'inizio del film, è stato proiettato lo spot degli Inediti d'autore del Corriere della Sera. "I più grandi autori della narrativa italiana contemporanea", dicono. Segue lista di titoli e di autori.
Fabio Volo.
Fabio Volo sarebbe uno dei più grandi autori della narrativa italiana contemporanea.
Fabio Volo.
Fabio Volo sarebbe uno dei più grandi autori della narrativa italiana contemporanea.
Va bene che "piuttost che nien l'è meji piutost", come dice mio nonno, ma secondo me qui si tratta di diseducazione alla lettura. Poi vedete voi, ma a questo punto va bene anche Geronimo Stilton.
Fame
Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
(Pablo Neruda)
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