L’Associazione Culturale Parole nel Cassetto è lieta di presentare
I Grandi Magazzini dell’Ispirazione
I^ edizione
Concorso di scrittura creativa
Venghino venghino, scrittrici e scrittori! Apre oggi i battenti l’unico, il fantastico, ma che dico?, l’inimitabile Supermercato dell’Ispirazione!
A prezzi convenienti e mai visti oggi avrete la possibilità di acquistare alcune delle primizie ispiratorie che hanno nutrito il talento di tanti altri Premi Nobel della Letteratura prima di voi! Siete pronti a mettere la prova il vostro talento a botte di shopping sfrenato?
Tanto tempo fa, in un archivio di fanfiction lontano lontano...
[1]Immaginate di trovarvi sulla spiaggia. C'è un bambino sul bagnasciuga che gioca col secchiello e la paletta, per costruire un bel castello di sabbia. Arriva un bambino più grande, guarda l'embrione di castello di sabbia che potrebbe essere anche una torta e PAM PAM PAM lo riduce in poltiglia saltandoci sopra. Guarda con odio il bambino in lacrime e gli sibila "Tu questo lo chiami castello? Scommetto che quando dico 'merlo' tu capisci 'uccello'! Ah! Tu insozzi la categoria degli architetti!" E se ne va tutto orgoglioso di sé.
[2]Immaginate di aver accompagnato vostra nonna al Club dell'Uncinetto. La presidentessa guarda le presine da forno rosa sferruzzate dalla vostra nonnina la settimana prima. Le squadra con sufficienza e PAM PAM PAM le sbatte per terra e ci salta sopra con disprezzo. "Signora Lulli, le sembrano presine queste? Ha chiaramente saltato due punti e questa è più larga da un lato! Una schifezza! Non le farei usare nemmeno al mio cane! Si vergogni!"
L'uncinetto non è roba da signorine
Trovate le differenze:
immaginate di essere uno scrittore di fanfiction. Avete pubblicato una one-shot sulla vostra coppia preferita e state aspettando trepidanti una recensione. Gioia e tripudio, eccone una! La aprite per leggerla e PAM PAM PAM "Mh, cosa vedono le mie fosche pupille? 'A mangiato una mela', senz'acca??? Immagino che tu provenga del Regno dove l'acca davanti alla terza persona singolare del presente del verbo avere non si mette, meglio conosciuto come Ignorantolandia. Oserei dire che sei il Re del Regno degli Ignoranti, dato che qui ho visto anche un congiuntivo sbagliato e, ommioddio, qualcuno mi sciolga gli occhi con dell'acido: è un 'ke' al posto del 'che' quello che vedo lì? Ommiddio!"
Trovate. Le. Cazzo. Di. Differenze.
Sì, mio caro Recensore Rabbioso o Nazista Della Grammatica che dir si voglia. Quando lasci recensioni del genere, è esattamente così che sembri...
... un bulletto prepotente che distrugge i castelli di sabbia degli altri bambini. Wow! Quanto sei figo! Hai fatto brutto a dei ragazzini di tredici anni! Incredibile! Che coraggio!
I Paladini della Grammatica
Io giuro, giuro, GIURO che tutte le volte che leggo il sintagma "paladino della grammatica" mi viene voglia di mettermi a urlare. Paladino e dintorni, eh, perché anche quelli che si fanno chiamare "cavaliere, vendicatore, giustiziere, mia nonna in carriola DELLA GRAMMATICA" mi fanno venire giusto giusto su la bile e giù le braccia.
Ora. Parliamone. Lo so che sconvolgerò i più e atterrirò i meno, ma devo dirlo. Notiziona flash: le fanfiction stanno alla letteratura come i castelli di sabbia all'architettura. INCREDIBILE MA VERO.
NOOOOOOOOOooooo
EBBENE SÌ. Nascondete i bambini, mettete in cantina gli anziani, nell'armadio gli amanti e ingabbiate gli animali. Fare i "paladini della grammatica" andando a commentare in maniera sarcastica e feroce delle cazzo di fanfiction è esattamente come andare a fare pipì sui castelli di sabbia dei bambini al mare IN NOME DELL'ARCHITETTURA. Utile quanto lavare la macchina mentre piove e intelligente quanto usare il sapone intimo per lavarsi i denti.
Ma vediamo di procedere con ordine. Chi sono questi Paladini della Grammatica? Perché la vostra Kukiness sta spruzzando bile tutt'intorno come neanche la bambina dell'Esorcista? C'entrano Orlando e Carlo Magno? SPIEGHIAMOCELO.
Cose che ho imparato guardando nell'Internet
Gli autoproclamatisi (va' che parolone) Paladini della Grammatica sono scrittori di fanfiction che vanno in giro per archivi e forum a rompere le palle a recensire in maniera sarcastica e feroce le peggio fanfiction (che loro definiscono fyccine e ci dovrei pure scrivere un articolo sulla sottile differenza tra fanfiction e fyccina ma non c'ho lo sbatti) che capita loro di incrociare mentre navigano bel belli. Io dico "capita di incrociare", ma voi dovete leggere "fyccine che vanno a cercarsi con il lanternino", perché i Paladini della Grammatica (da qui in avanti PdG perché sono stufa di mettermi a gridare tutte le volte che lo scrivo) provano un gusto sadico nel rimestare nel torbido e poi andare a fare a brandelli tutto quello che trovano. A volte si fanno chiamare PdG, altre volte con altri ameni soprannomi del genere, ma capita anche che non si affibbino nessuna etichetta in particolare.
I PdG sono una particolarissima categoria di lettori e di recensori. Si muovono in branco, come le iene, e vanno a prendersi gli gnu malaticci, quelli che non riescono a scappare, e li trascinano in mezzo al branco ancora mezzi vivi, perché sennò non c'è gusto.
Espressioni intelligenti e rassicuranti
Lo gnu malaticcio è, ovviamente, la fyccina che dopo tanto rimestare hanno trovato da sbranare. Non agiscono da soli, prima gettano la carcassa nella polvere e se ne stanno un po' lì a ridere istericamente tra loro.
"Oddio, hai visto che roba? Com'è malaticcio questo gnu. Hai visto che gambe storte? E come puzza. E il pelo? Che schifo questo pelo tutto incrostato di polvere. Ehi, correte, venite a vedere questo gnu schifoso e puzzolente, venite a insultarlo anche voi!"
"Mamma mia, sì, che schifo." *stuzzica con bastoncino* "Non vedevo una roba così dai tempi dell'ultima carcassa di montone pestifero che ci hai portato."
"Anche a me fa schifo!"
"Anche a me!"
"A me pure! Vergogna! DIsgusto! Fai schifo, gnu!"
E se ne stanno lì, a bearsi del fatto che loro i congiuntivi sì che li conoscono, e loro mai e poi mai metterebbero una kappa al posto della c, giammai!, che vergogna! Dopo aver insultato lo gnu per un po', alzando la posta magari citando altri gnu schifidi, una delle iene decide che basta!, non si può più vedere!, non si può lasciare quello gnu a insozzare la Savana (detta anche Fandom). E allora giù di recensioni, perché sì, perché è così che si fa, sono cose che non si possono tollerare e si devono EPURARE COL FUOCO.
Nessuno si aspetta l'Inquisizione Spagnola!
Cercherò di scrivere questa recensione in modo che tu la capisca, ok? Tu e il tuo cervellino da bimbominkia che ti ritrovi. Hai presente quella "a", lì, tutta sola, che hai messo vicino a "mangiato" nella frase "a mangiato una mela"? Ecco, lo so, è molto difficile da capire, ma prima della "a" ci vuole una "h". Sto andando troppo veloce per te? Rallentiamo?
Io voglio sperare che tu non abbia più di dieci anni o che tu sia straniera, perché queste cose sono inconcepibili. Ah, no, aspetta, magari sei Benjamin Button e più invecchi più il tuo cervello regredisce. Solo questo spiegherebbe lo sfacelo di tempi verbali che ho trovato nella tua storia, se "storia" si può definire questo obbrobrio.
Cioè, scusa, ma abbiamo letto lo stesso libro? Draco che sta con Hermione? Ah, magari tu hai letto solo la versione di Geronimo Stilton - perché almeno Geronimo Stilton lo hai letto, vero?, o guardavi solo le figure? - no, perché nella versione che ho letto io Draco diciamo che un pochino odia i Mezzosangue? Ma giusto un filo, eh, non preoccuparti. Ah, e sempre nel libro che ho letto io si dice "Hogwarts", non "Hogwart". Ma tanto non è importante, no? I nomi delle cose, riguardarsi i libri... no, eh?
Potrei andare avanti all'infinito, ma non voglio.
Ma io lo faccio per il loro bene
I PdG hanno questo strano concetto di "recensione negativa": "Ma no, vedi, io umilio pubblicamente l'autore, lo derido con i miei amichetti su Facebook, lo insulto e lo inserisco nella lista delle cento fanfiction peggiori della storia PER FARLO MIGLIORARE".
Fa più male a me che a te
Io li chiamo PdG "Cuore d'Oro". Loro lo fanno con intento pedagogico, capite? La loro missione è andare a cercare le fyccine brutte brutte brutte in modo assurdo per gettare ai poveri autori digiuni di grammatica un po' di briciole del loro sapere. Altra notizia flash
(e mi piacerebbe che a questo punto tratteneste tutti il fiato, il pianista smettesse di suonare, i giocatori di poker facessero cadere le carte e il barista mettesse mano al calcio del fucile sotto il bancone perché non si sa mai)
c'è una grande, grandissima, immensa, ABISSALE differenza tra lasciare una critica costruttiva e mettere qualcuno alla berlina.
Se il vostro intento è insegnare qualcosa a qualcuno, dovete mettervi nell'ordine di idee che dandogli - esplicitamente o implicitamente - dell'idiota/dell'ignorante/del deficiente/del ritardato/ecc. ecc. può darsi, e dico può darsi, che l'oggetto della vostra critica, invece di assimilare l'informazione e di imparare, 1) si offenda o 2) si dispiaccia e si senta umiliato e per questo cancella la storia e/o smette di scrivere. E non impari niente.
Mettetevi nei panni di questi autori CINQUE MALEDETTISSIMI MINUTI. Non lo fanno apposta. Sì, esistono i troll che scrivono fanfiction orride apposta giusto per vedervi imbizzarriti come puledre pazze (sì, lo fanno proprio per voi PdG, mica per me che me ne sbatto altamente), ma io sto parlando di quelli in buona fede, di quelli che scrivono così perché sanno scrivere solo così. Non è un compito in classe, non è il loro lavoro, non è un saggio da pubblicare, è solo una fanfiction. Si sono messi lì cinque minuti, hanno scritto una paginetta senza rileggere, si sono divertiti un mondo e hanno pubblicato, così, perché sì, perché è il loro hobby. Secondo voi, vedersi dare degli idioti e dei ritardati perché hanno sbagliato un congiuntivo li aiuta davvero a imparare a inserire i congiuntivi?
Se un tizio per strada vi gridasse "Abbrutta vacca! Guarda che blu e marrone fa il cafone, che cazzo di accostamento cromatico hai scelto di indossare? Sei daltonica? Scema di merda! Se non ti sai vestire, non uscire!" vi aiuterebbe a migliorare il vostro senso estetico? Magari il tizio c'ha ragione e avete scelto un abbinamento di colori davvero sbagliato, ma ONESTAMENTE dopo esservelo sentito dire così vi mettereste una mano sulla coscienza e direste tra voi e voi "Caspita, quel burbero sconosciuto ha ragione! Ho sbagliato! D'ora in poi farò più attenzione a ciò che indosso! Grazie, burbero sconosciuto, mi hai fatta diventare grande."
DAVVERO?
Ma io mica li ho insultati! Non ho usato parolacce, io
Ebbeh, certo, perché sono solo le parolacce che insultano le persone, no? Bravo, giusto.
Sì, ma quella fyccina è proprio brutta brutta brutta in modo assurdo, è mostruosa, è uno stupro alla grammatica!
Allora, prima di tutto: stupro alla grammatica checcosa? Quale parte di "scrivere fanfiction non è fare letteratura" non hai capito? Il non, immagino. Beh, ripetiamolo. Scrivere fanfiction non è fare letteratura. "Epurare" il fandom dalle fyccine non è un passo in avanti verso la lingua perfetta. Vogliamo anche spiegare perché? PERCHÉ, mio caro PdG, perché il tizio che ha scritto la fyccina immonda con tutte le c trasformate in k e con i congiuntivi sbagliati e i personaggi OOC magari toglierà pure la fanfiction dal tuo archivietto perfetto, ma non avrà imparato un tubo marcio e continuerà a scrivere le k al posto delle c e a sbagliare congiuntivi e a immaginare i personaggi OOC. Il che essenzialmente è come nascondere un mucchio di spazzatura con un telo, che così mica si vede. Uguale.
Togli quel telo dalla mia faccia!
E poi di tutto: sì, hai ragione, quella fanfiction è scritta proprio male. Respira profondamente, conta fino a dieci, e decidi:
1) ci tieni che l'autore migliori e impari a non sbagliare più i congiuntivi. Perfetto. Armati di pazienza e lasciagli una recensione costruttiva. Attenzione: recensione costruttiva non è sinonimo di merda spacciata per cioccolato.
Questa non è una recensione costruttiva:
Bellissima la tua fanfiction!!! C'è qualche errore qua e là, ma piccolo piccolo, tipo che passi dal presente al passato nella stessa frase, ma chi sono io per giudicarti? Nessuno è perfetto! Tanti baci e tanti saluti.
Questa è una recensione costruttiva:
La tua fanfiction non mi è piaciuta, perché purtroppo ci sono molti errori che impediscono al lettore di godersi la lettura. Sta' attenta alla punteggiatura: la virgola non separa mai il soggetto dal verbo di riferimento! E attenta anche alle "h": il verbo avere vuole l'acca, mentre la preposizione non la vuole (esempio: "Erica ha visto un bel film", "Andiamo a nuotare in piscina).
Non dovete trattarli come ritardati. Potete spiegare benissimo cosa c'è che non va senza usare un tono supponente e senza dare implicitamente (o esplicitamente) all'autore dell'ignorante.
2) ci tieni che l'autore non sbagli più, ma non hai il tempo/la voglia di lasciare una recensione costruttiva approfondita. Non recensire. Non è difficile. Non è che a scrivere una recensione piccata prende meno tempo, eh.
Oppure, terza opzione, che poi è anche un'altra notizia flash, quindi preparate le scialuppe e le stanze antipanico:
3) realizzi che forse forse non tutti scrivono per lo stesso motivo e andare a fare le pulci a uno sui congiuntivi sbagliati in una fyccina è come andare da un bambino a fargli notare che la merlatura del suo castello di sabbia non è esattamente simmetrica.
Prima di imbizzarrirvi come puledre pazze per quello che ho detto, cerchiamo di capirci. Io sono una grande fan dello scrivere e del parlare bene. Faccio la beta-reader con piacere e la editor free lance a tempo perso. Gestisco laboratori di scrittura creativa e quando scrivo qualcosa mi piace farlo al massimo delle mie capacità e bla bla bla. Mi rendo conto, però, che non tutti scrivono perché amano scrivere. Come ho già detto altrove, può darsi che uno scriva perché gli piace immaginare Naruto e Sasuke in spiaggia che si spalmano la crema solare sulle (s)palle.
La fanfiction ha poco e niente a che fare con la letteratura. Ci sono le dovute eccezioni: c'è chi sogna di scrivere e scrive anche fanfiction, come c'è chi ama l'architettura e studia per diventare architetto e costruisce anche castelli di sabbia. C'è chi lo fa perché gli piace fare le cose per bene, chi lo fa perché così spera di esercitarsi e di migliorare, non lo metto in dubbio. Però c'è anche chi costruisce castelli di sabbia perché ha cinque minuti e un secchiello e una paletta e non ha nient'altro da fare - non può fare il bagno perché ha mangiato un panino con la porchetta due minuti fa.
Può darsi, quindi, che anche se siete educatissimi e pacatissimi e lasciate una recensione costruttiva impeccabile, può darsi comunque che l'autore vi risponda "sì, grazie, un giorno lo farò vedere a un beta-reader" e poi non lo fa. Come un bambino con secchiello e paletta, di fronte al vostro giustissimo appunto "le finestre sono sproporzionate rispetto alla porta", farebbe spallucce e continuerebbe a scavare il suo fossato. Capita.
Non esiste solo la grammatica. Se proprio proprio vogliamo fare quelli che si incazzano e ritengono le fanfiction un'espressione di elevata letteratura, allora dovremmo parlare di stile, di tecnica narrativa, di struttura... però, stranamente, i PdG fanno fuoco e fiamme solo per la grammatica. E io ho una teoria a riguardo.
Ammettiamolo
Secondo me, ai cosiddetti PdG piace fare la voce grossa con i niubbetti. È la loro kink. Gli piace fare quelli che hanno capito tutto solo perché hanno una grammatica a portata di mano e già alle medie sapevano che non si usa la k al posto della c. Gli piace fare quelli che "s'intendono di scrittura" e allora si appigliano a una delle poche cose (più o meno) certe della pratica della scrittura, la grammatica, e la applicano come il Vangelo, in maniera un po' ovina, ottusa, perché sì, perché è più facile gridare "allo stupro! orrore!" quando si tratta di virgole che quando si tratta di tecniche narrative.
Diciamoci la verità: lo so che, di solito, dietro a storie scritte con i piedi ci sono trame altrettanto esili e sforacchiate, ma personalmente, e sottolineo PERSONALMENTE, preferisco diecimila volte una storia interessante con qualche congiuntivo sbagliato piuttosto che una storia scritta in maniera impeccabile dal punto di vista grammaticale ma appassionante quanto il Circolo dell'Uncinetto di Sussummano di Sotto.
La grammatica in un racconto non è tutto. È la superficie, è una conditio sine qua non (se scrivete una storia illeggibile, per quanto interessante, sai com'è, È ILLEGGIBILE), ma c'è anche dell'altro sotto. Gli scrittori questo lo sanno, lo sanno anche quelli che vorrebbero essere scrittori, mentre gli scriventi, le iene, quelli che si fanno forti delle proprie conoscenze per umiliare quelli che non le hanno, no. Non lo sanno.
Quindi
Dite la verità. Ammettete che vi piace umiliare gli altri, che vi piace fare la voce grossa su internet e che vi piace farlo in nome della grammatica perché così vi sentite intoccabili. È comunque triste e inutile, ma almeno è onesto. Smettetela di farvi chiamare Paladine, Giustiziere, Cavaliere, Patrone, Matrone o quello che siete, e datevi l'etichetta che vi meritate, cioè BULLO. Almeno uno sa cosa aspettarsi.
Ho usato anch'io il tono da bullo, vediamo se così capiscono quanto è piacevole
Su EFP, scade oggi il concorso sul libro Il Circo della Notte, di Erin Morgenstern.
Copertina del romanzo
Il regolamento prevedeva di scrivere una fanfiction basandosi sul primo capitolo del libro (una decina di pagine). Nulla vietava di leggere tutta la storia, ma non sarebbero state considerate OOC o non valide storie che non tenessero in considerazione i capitoli successivi. Non solo, ci si poteva ispirare anche a una generale "atmosfera" che le pagine trasmettevano.
Nelle prime sei pagine (scaricabili in PDF dal sito che ho linkato sopra o anche da EFP), abbiamo questa scena: si sa che c'è un circo misterioso, il Cirque des Reves (circo dei sogni) che appare all'improvviso nel suo tendone bianco e nero. L'unico cartello fuori dalla cancellata recita:
Apre al Crepuscolo
Chiude all'Alba
Il primo pezzettino è scritto in seconda persona singolare, come se lo scrittore si rivolgesse al lettore/spettatore del circo, in procinto di entrare. Qualche immagine generica di circo (caramello, zucchero filato, lustrini...) e la promessa di trovarsi in un posto magico. Passiamo a una narrazione in terza persona, dove facciamo la conoscenza di Hector Bowen detto Prospero, un famoso incantatore. Al detto soggetto viene recapitata una figliola, Celia, la cui madre si è suicidata. Lui non solo accoglie la notizia con un certo fastidio, ma dà della scema alla madre della bambina e commenta sarcasticamente che avrebbe fatto meglio a chiamarla Miranda, con dotto rimando alla Tempesta di Shakespeare. La bambina non è molto più entusiasta del padre e gli fracassa una tazzina con lo sguardo, dando prova di possedere poteri magici. Tiene anche a precisare che a lei piace Celia come nome e che non ha intenzione di farsi chiamare Miranda.
Questo, in breve, il materiale su cui costruire la fanfiction.
Andando a leggere le circa 150 storie che sono state pubblicate su EFP per il concorso, ho notato alcuni particolari ricorrenti nelle storie.
1. Temi
Che domande, il tema è il circo!
Su questo, le storie non mostrano molte eccezioni: sono quasi tutte ambientate nel circo o comunque legate a quell'ambiente. Quelle che fanno eccezione appartengono a una categoria abbastanza definita, di cui parlerò dopo.
Nel circo, le autrici si sono spaccate a metà: quelle che hanno deciso di mostrarci uno spettatore e quelle che hanno scelto gli occhi di un "lavoratore" del Cirque des Reves.
Nella prima categoria, purtroppo,tutte le storie cadono nello stesso-identico-cliché: lo spettatore arriva, è cinico e diffidente, accade un qualche tipo di magia e si convince di trovarsi in un ambiente magico ed onirico. Su questo punto, non ricordo più le volte in cui ho letto alla fine della fic "Perché questo è un sogno." "Perché la vita è un sogno." "Era sogno o realtà?" e altro su questa scia. Le autrici dimostrano di aver capito bene che ci troviamo nel Circo dei Sogni, a quanto pare.
Però.
Insomma, uno spettatore in un circo meraviglioso vedrà delle cose, beh, meravigliose, no? Cose degne di essere descritte nei minimi dettagli.
No.
Vede "portenti, magie, prodigi, incanti, colori, nastrini". Insomma, non vede una mazza. Racconta di aver visto cose fighe, ma il lettore si sente preso in giro. Come se un vostro amico, reduce da un'esperienza del genere, vi raccontasse dello spettacolo così:
- Allora, il circo?
- Bello! Sublime! Magico!
- Che fortuna! cosa hai visto?
- Eh, magie.
- Sì, ma che tipo di magie?
- Magie STUPEFACENTI!
-...
Nella seconda categoria, lo confesso, speravo con tutto il cuore di trovare molta più inventiva sui circensi che lavorano in un circo così particolare. Insomma, hai un circo magico, sbizzarrisciti! Mi aspettavo scenari alla Big Fish, per intenderci.
dove sono le gemelle siamesi?
Con mio sommo scorno, le storie che parlano di artisti, che descrivono numeri strani, insomma che mostrano un minimo di fantasia da parte dell'autore sono pochissime. Per pochissime intendo meno di 10 su 150.
E le altre? Beh, le altre parlano di Celia e Prospero. Per essere più precisi:
- Prospero scocciato da Celia
- Prospero inizialmente scocciato da Celia ma che poi le vuole bene
- Prospero che si ricorda di voler bene alla madre di Celia ed è tanto triste
- Prospero che litiga con Celia (per il nome, sempre per il maledetto nome)
- Prospero che litiga con Celia ma riconosce che brava maga è e le cede il timone
- Celia cresciuta incontra l'amore
Che, per carità: sono due maghi potenti, ne avresti di magie da inventare per mostrare l'addestramento di Celia o il potere del padre. Bene, il problema è proprio in quel mostrare: nelle storie (fa eccezione la sopracitata decina) non c'è traccia di incantesimi. E' tutto un "fece un incanto potentissimo" "vide cose meravigliose" "Era capace di grandi prodigi". Quali? Trasformare gli spettatori in scimmie o far spuntare conigli dal cappello? Forse accendere la scintilla della fantasia nella mente degli autori, quello sarebbe un grande incanto...
siore e siori, grandi prodigi!
La categoria a parte, di cui parlavo prima, è composta dalle storie che hanno voluto approfondire la figura della madre di Celia.
*sospiro*
Diciamo che non brillano per inventiva. Diciamo che in una parte consistente (che espressa in numeri sarebbe 99,9%) ci sono una donna disperata e povera che non sa come badare alla figlia, così la affida con gli ultimi soldi al padre. C'è la figlia che capisce e si fa adulta di colpo, la madre che piange, il Destino Porco Bastardo... e badilate di noia.
In molte storie la madre non si suicida, finge solamente di farlo. In altre (oh, un minimo di inventiva!) una creatura sovrannaturale. Queste sono le uniche storie in cui si esce dall'ambiente del circo. Finiscono sovente con la lettere che Madre scrive a Prospero.
2. Frasi
Posso capire che, con dieci paginette come guida, uno si attacchi alle citazioni per rimanere in tema. Però che ci si attacchi a pappagallo è svilente.
Poche fanfiction si fanno mancare la citazione del cartello che accoglie i visitatori del circo, piazzata lì e poi dimenticata (al massimo si chiedono tutti "Che vuol dire?" Ma che vuoi che voglia dire! Gli spettacoli saranno di sera, citrullo!).
I sogni. Benedetti sogni, citati in lungo e in largo. Credo di aver riletto tutte le frasi fatte sui sogni, in questi due giorni. Si salvano alcuni usi intelligenti della citazione di Shakespeare "Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni".
Lo spettatore che se ne va chiedendosi se è stato tutto un sogno, invece, lo darei in pasto a Sandman.
3.Stile
Se un'americanza fa la figa e usa la seconda persona (a mio parere male, ma vabbè, non è una recensione del libro) non è che chi lo fa acquisisce per osmosi l'atmosfera del libro.
Ho notato molte storia scritte in seconda persona. Personalmente la narrazione non ci guadagna, anzi, io provo un senso di fastidio di fronte a questo stile. Cattiva idea da copiare.
che vuoi da me? Perché mi tiri in ballo, signor autore?
Tirando le somme, posso solo notare con un po' di tristezza come gli spunti che gli autori hanno sviluppato per il contest ruotano attorno a pochi, noiosi cliché.
Anche se la storia, come potenziale, permetterebbe un uso smodato della fantasia.
Il professor Jones, appassionato lettore del nostro blog e scrittore di fanfiction nella sezione RPF storici, ci ha letteralmente sommerse di lettere. "È una vergogna! Vi ho inviato da più di sei mesi il mio studio approfondito sul fenomeno delle Fanfiction Bellissime Ma Senza Recensioni! Non vi siete neanche degnate di dirmi che non vi interessa. Disdico l'abbonamento al vostro giornale."
Dopo avergli fatto notare che il nostro non è un giornale, bensì un blog, e che il suo saggio non ci era arrivato perché lo avevano rubato i nazisti, il professor Jones si è un po' rabbonito e ce ne ha mandata un'altra copia.
Ci scusi ancora, professore, ma cosa vuole farci! Sono nazisti, lasciamoli fare. È l'età.
Indiana Jones
e
La Maledizione della Recensione Fantasma
Armiamoci di frusta, zaino e fedora e seguiamo le orme del professor Jones in quella palude purulenta che è Facebook. Ultimamente i gruppi dedicati al mondo delle fanfiction in generale e a Efp in particolare spuntano come funghi, dal giorno alla notte. Uno dei problemi che viene più spesso sollevato è il seguente:
Perché ci sono storie bellissime e interessantissime senza recensioni e storie orribili e noisissime piene di commenti?
Da leggersi anche: "Perché nessuno mi recensice e agli altri invece sì, gnè?"
Una recensione fantasma, proprio lì, vicino al petto sudato di Harrison Ford.
Bella domanda.
1) Perché magari la tua storia non è così bella come pensi.
Swissh, colpo di frusta! Sarà anche brutale, ma, ahimé, può essere la verità. La tua fanfiction non è bella, la gente non ti recensisce perché non supera il primo paragrafo e chiude la storia prima di averla finita. Questo dovrebbe rispondere anche alla domanda "perché il conteggio letture mi segna trecento e di recensioni ne ho solo una?" Perché aprono la pagina e la chiudono, non è detto che arrivino in fondo. Facciamocene una ragione.
2) Perché magari la tua fanfiction è molto bella, ma il fandom in cui pubblichi è poco seguito.
"Le fantomatiche avventure di Bibo e Giogo" lo guardavate solo tu e tuo fratello perché lo obbligavi. Non gli piaceva neppure. Le tue storie sono bellissime e ricche di significato, ma nessuno legge storie ambientate in un contesto che non capisce.
2 b) Perché scrivi in un fandom immenso, dove la gente pubblica tipo centinaia di migliaia di fanfiction al giorno, quindi è anche un po' normale che la tua bellissima drabble finisca subito a pagina quarantacinque.
Il professor Jones scrive fanfiction su fandom sconosciuti, che ha scoperto lui.
3) Perché magari non c'hanno lo sbatta a mettersi a recensire, ed è loro sacrosanto diritto.
E questo secondo me è il nocciolo della questione. Risponderò alla domanda con un'altra domanda, anche se non si fa (me lo diceva sempre mia madre, quindi sarà vero).
Perché si scrivono e si leggono fanfiction?
Perché è divertente. Perché c'è gente che accende la tivù e si guarda un film, gente che tira quattro calci al pallone, gente che scopre idoli d'oro in templi maledetti (professor Jones, tipo lei) e gente che preferisce scrivere e leggere. Il mondo è bello perché è vario.
Non dimentichiamoci una cosa, però. Il fanwriter è prima di tutto un fan, e poi di tutto anche un writer, uno 'scrittore'. Facciamo 'scrivente', va', che la differenza non è mica tanto sottile! Non tutti scrivono perché hanno a cuore le sorti della letteratura mondiale, a volte uno scrive anche solo perché gli piace l'idea che l'amicizia tra Bibo e Giogo non sia solo un'amicizia, ma sconfini nell'amore. Il professor Jones, che ha una cotta spaventosa per Cleopatra, scrive imbarazzanti self-inserction di sé nelle vesti di un aitante centurione romano (Indianicus Spartacus Jonesus IX) che si infila nel triangolo piccante Cesare-Cleopatra-Antonio. A ognuno il suo. E come il fanwriter può scrivere per semplice sfizio, così il fanreader può leggere le cose che vuole senza alcuna pretesa culturale e nessun obbligo. Magari a Tizio non interessa quanto sia bella e scritta bene una storia, gli preme solo che Bella e Edward alla fine facciano sesso. Punto. Gliene frega assai dei congiuntivi e delle metafore e della struttura. Bella, Edward, Sesso. Tutto qui.
E anche se fosse un cercatore di perle che passa le giornate a spulciare l'archivio alla ricerca delle storie migliori, è suo diritto dimenticarsi di recensire, non trovare il tempo per farlo, non avere voglia di farlo, non sapere cosa dire, essere timido, fregarsene altamente, non sapere che esiste la possibilità di recensire, non essere iscritto al sito, non avere le dita per digitare una recensione.
"Junior, non possono obbligarci a scrivere una recensione se non vogliamo!"
C'è anche la questione delle fantomatiche "storie brutte ma piene di recensioni, gnè".
Prima di tutto, una mano sul cuore e l'altra sulla vostra cartella fanfiction, siete sicuri, ma sicuri sicuri sicuri, che la vostra fanfiction sia migliore di quella che additate come "brutta ma piena di recensioni"? Ma proprio sicuri? Okay. Allora mettiamola così: se io ho cinque minuti liberi e una passione sfrenata per la coppia Draco/Hermione, ma sfrenata del tipo "La Rowling voleva farli finire insieme ma l'editore malvagio glielo ha impedito perché era una cosa troppo adulta" e/o "I nazisti hanno smarrito il vero manoscritto" (Maledetti nazisti!), può anche essere che non ho il tempo e/o la voglia di leggermi una storia di settanta capitoli dove il loro rapporto evolve lentamente ma in maniera assolutamente credibile e IC e dove tutte le sfaccettature morali e caratteriali e culinarie sono fighissime e con sottotrame incredibili e chi più ne ha più ne metta. Magari c'ho davvero cinque minuti, c'ho davvero voglia di leggermi solo la parte in cui fornicano e me ne strasbatto le palle di come viene descritta, tanto me la immagino io come pare a me e tanti saluti. Non ho nessun obbligo, ripeto, NESSUN. OBBLIGO. di cercarmi e farmi piacere le storie belle. Ma proprio nessuno. Così facendo mi perdo delle cose fantapignose? Ma saranno un po' fatti miei. Peggio per me, no?
Bitch please
Io scrivo e scrivo perché mi piace scrivere, non perché mi piace una determinata coppia o un determinato fandom. Quando ricevo una recensione, vado letteralmente in brodo di giuggiole. Lo giuro. Squittisco, arrossisco, emetto versi non umani e di solito chiamo a raccolta famiglia-amici-moroso-cane per mostrare le belle parole che mi sono state rivolte (sono molto molesta). La verità, però, e lo dico molto francamente, è che se non esistessero siti di fanfiction con la possibilità di recensire... scriverei lo stesso. Io scrivo perché amo farlo, condivido perché mi piace farlo, e se vengo premiata con una recensione, bene, benissimo, fantastico!, altrimenti amen. Non è il mio stipendio, non mi ci pago da mangiare.
Tra l'altro mi piacciono tutti i commenti. Non ci sono recensioni che valgono più delle altre, o meno, se è per questo. "Bella ficcy posta presto" può anche essere meno... massiccio rispetto a un commento di ottomila parole che tesse le tue lodi e incensa la tua storia, però è anche vero che nessuno obbliga il recensore a scrivere un commento. È lui che spende un tot del suo tempo libero per dedicarlo alla tua storia; se il massimo che può offrire è "bella, continuala!", okay! Sarebbe come pretendere da te, autore, storie di novanta capitoli. Tempo e voglia non valgono solo per te che scrivi storie, ma anche per chi scrive commenti.
Ah, c'è anche la questione degli amyketti (sic). Se io e la mia compagna di banco spariamo cazzate su Harry Potter durante l'intervallo, e poi la mia compagna di banco trascrive le nostre cazzate sottoforma di capitolo e lo pubblica su Efp, è mio sacrosanto diritto leggere lei e recensire lei piuttosto che mettermi a cercare le Storie Belle Senza Recensioni che per giustizia divina meriterebbero la mia attenzione. Magari uno si iscrive su Efp solo per recensire e commentare suo fratello, o magari si crea una piccola cerchia di autori appassionati di una certa coppia che si recensiscono a vicenda e si regalano fanfiction al compleanno e ignorano tutti gli altri Dante e Petrarca lasciati soli al freddo sul marciapiede.
"Io recensisco solo Mr. Jones!"
Detto questo, lo so, lo so. Io scrivo perché mi piace scrivere, ma magari tu, autore X, scrivi perché vuoi ricevere recensioni. E in ogni caso venire ignorati non è mai bello, dai. La soluzione però non è certo andare su Facebook o Tumblr o MySpace o Live Journal a piangere miseria. Presentare la mancanza di recensioni come un affronto e il recensire come un obbligo non solo è fastidioso, ma è anche controproducente. Uno che parla di "ingiustizia" e di "storie bellissime senza recensioni" non deve essere niente meno che perfetto, perché poi i lettori impietositi aprono il suo link, guardano la fanfiction Scritta Benissimo Senza Recensioni e dicono "Ma... non è poi così scritta benissimo..." E non recensiscono.
Come si fa a ottenere recensioni, allora?
Bitch fight per le recensioni. No, professor Jones, non così!
1) Recensendo.
Se recensite tanto, è possibile che qualcuno incuriosito venga a fare un salto nella vostra pagina. Ricordatevi che dovete fare uno sforzo in più del solito e scrivere recensioni un po' corpose (Ma Kuki! Hai detto che tutte le recensioni sono uguali!) (Sì, professor Jones, questo quando uno non vuole un tornaconto. Se vuoi essere recensito, ti fai lo sbatti di recensire come si deve, non è più solo un passatempo.), non per forza positive, ma ponderate e intelligenti, in modo da venire notato.
2) Partecipando attivamente alla vita del sito/forum/archivio dove pubblicate.
Partecipate alle discussioni nel forum, apritene di vostre, pubblicizzatevi nei luoghi appositi, iscrivetevi ai concorsi (e portateli a termine, furbetti che non siete altro), fate parlare di voi. Mi raccomando, vedete di scrivere cose intelligenti, non è che tutto quello che vi esce dalla bocca è oro colato.
3) Facendo un po' di PR in giro.
Facebook, Tumblr, MySpace, Blogspot, e chi più ne ha più ne metta. Internet offre un fottilione di modi per farsi pubblicità e per interagire con i lettori. Aprite un blog per offrire succulenti spoiler e per dialogare con chi vi legge. Linkate la vostra storia nei gruppi di fanfiction su Facebook. Aprite e amminstrate come si deve una pagina fan. Le possibilità sono infinite. Potete anche andare a piangere che nessuno apprezza il vostro infinito talento... scommetto che fino ad ora vi ha molto aiutati, vero?
4) Se siete Harrison Ford, sorridete. Sorridete e basta.
Ma Kuki, io non c'ho voglia di sbattermi a recensire gli altri e a fare PR.
E i lettori non c'hanno voglia di recensirti. Siete pari.
Ma Kuki, non c'è un modo più facile per ottenere le recensioni?
Puoi avere una bella botta di culo e venire subito notato dalle persone giuste senza aver mosso un dito per fare pubblicità. Comunque il metodo che ho proposto io non è così difficile come sembra. È più facile a farsi che a dirsi.
Kuki, ci metti un'altra foto di Harrison Ford che è tanto tanto tanto carino?
Ho due concorsi in ballo, una manciata di esami da dare tra gennaio e febbraio e un sacco di lavoro da smaltire... ma ormai la febbre del Super Who (Supernatural + Doctor Who) ha contagiato anche me!
Ecco la preview della prossima long-fiction che vedrete pubblicata sul mio account. Titolo provvisorio: Il Nome di Dio.
Erano le undici passate di sera e Harvey Smith avrebbe voluto trovarsi sul divano di casa sua a guardare il Late Show, invece si trovava in una brutta kebabberia che faceva anche sushi – o almeno così diceva l’insegna. Sua moglie lo aveva buttato fuori di casa praticamente di peso. «Non è colpa mia,» aveva detto, strofinandosi il pancione, «se tuo figlio ha una voglia matta di agnello con spezie. Sii un eroe e vacci a prendere un menù completo. Con cipolle, eh!»
Harvey dubitava che Harvey Junior capisse la differenza tra carne d’agnello e l’insalata di pollo che avevano in frigo, ma non aveva detto niente, aveva preso le chiavi dell’auto ed era uscito. Il Sushi e Doner Kebab Sava era solo a una decina di minuti di macchina.
«Vado un attimo al bagno,» disse all’omino dietro al bancone, che non si era sorpreso di ricevere un ordine del genere a un quarto d’ora dalla mezzanotte. L’omino gli indicò la porta del bagno e gli diede un mazzo di chiavi con una grossa palla da biliardo appesa al gancetto.
Il bagno era piccolo e buio. Harvey cercò l’interruttore della luce a tentoni, ma quando lo schiacciò la lampadina al neon sul soffitto fece fzzzz e non si accese. Non era la prima volta che pisciava alla cieca. Cercò con il piede il bordo di porcellana dell’orinatoio e si aprì la zip, con la sensazione di aver dimenticato qualcosa.
Quando il muro alle sue spalle si illuminò e uno spiffero gli solleticò la nuca disse «Occupato!» e continuò a pisciare, poi capì che la porta non si era aperta e la luce non veniva dall’ingresso.
Quando si girò e vide la crepa sul muro lucente come il sole di mezzogiorno che squarciava a metà la fila di specchi sui lavandini disse «Occazzo.»
Quando la crepa si aprì in due e qualcosa lo afferrò per le gambe disse «ONONONONO!»
Quando il buco lo inghiotti nella luce, con un suono simile a quello di un gorgo sturato, gli venne in mente che si era dimenticato le cipolle e che probabilmente stava per morire.
La palla da biliardo con le chiavi cadde sul pavimento del bagno quando ormai di Harvey Smith era rimasta solo una scia di pipì che spariva nel muro.
Da mi basia mille, di Abraxas (Twilight). Sarebbe uno spin-off della long-fiction Aeon, ma è leggibile, godibile e capibile anche da quelli che non l'hanno letta (però dai, a questo punto dateci un'occhiata, no?). È una parentesi fraterna tra Seth e Jacob che, durante una ronda, parlano di "primi baci". Molto graziosa.
Un'ombra scura saettò sulle loro teste, seguita da una nuvola di fuoco piovuta dal cielo. Era ovunque; non si capiva neppure da che parte scappare. Udì la voce di Harry e obbedì confusa al suo ordine di gettarsi nella neve oltre il sentiero e rotolare. Si buttò nella neve alta, melmosa e fredda, e vi ci sprofondò. Qualche istante dopo delle braccia forti la sollevarono e la spinsero ancora più distante dal sentiero, verso un gruppo di pini coperti di neve. Hermione caracollò in avanti, un po' correndo e un po' trascinandosi, finché Harry non si fermò abbastanza a lungo per raccoglierle le gambe con un braccio e trasportarla per ciò che restava da percorrere. Raggiunsero correndo il limitare degli alberi e caddero a terra, rotolando su un fitto tappeto di aghi di pino, annaspando alla ricerca d'aria con i polmoni che bruciavano per lo sforzo. Un momento o due dopo arrivarono anche Ron e Luna, spintonati dai colpi decisi del muso scheletrico di Xavier. Anche loro erano ansanti ma fortunatamente incolumi, eccetto per una piccola bruciatura sul dorso di una delle mani di Luna.
«Quello era un drago,» disse Ron, e Hermione fu colpita dal suo sogghigno e da quanto sembrasse calmo.
Harry annuì, ancora ansante. «È per questo che Xavier voleva portarci alla caverna,» riuscì a dire.
«Avresti dovuto dircelo,» lo rimproverò Ron. «Un altro paio di alitate e qui ci ritrovavamo arrostiti. Siamo dannatamente lenti nella neve, praticamente serviti su un piatto d'argento.»
Who assassinated Hermione Granger?, di Walnut (Harry Potter). Il racconto è breve, ed è scandito dalla frase "essere un assassino" messa in bocca o in testa a persone diverse (e conseguentemente coniugata) ma sempre riferita a Draco Malfoy. Walnut organizza così una serie di "frammenti", un vivido mosaico di momenti che tratteggia il ritratto di Draco. È un racconto cattivo, e io adoro i racconti cattivi. Apprezzo molto l'incisività e la capacità di Walnut di creare atmosfera e aspettativa. Lo stile è grezzo ma molto piacevole. L'unica cosa da rimproverare all'autrice è quel "Sei un maledettissimo assassino", una cacofonica formula in "traduttese".
In te soltanto, di OttoNoveTre (Twilight). Avete presente The Matrix? Il primo film, dico. C'è una scena, in cui Neo e Cyper stanno guardando uno schermo nero dove scorrono colonne infinite di cifre, ma Cyper in quei numeracci verdognoli vede strade, persone, edifici, automobili, animali. Il mondo. Scrivere un racconto è un po' come fare entrare il lettore in Matrix, una realtà virtuale fatta di odori, sapori, rumori e immagini. L'Universo creato dalle mani dell'autore. Sembra un miracolo, una cosa eccezionale, appunto, una cosa da film, eppure non servono spinotti o pillole rosse e pillole blu, ma solo un autore capace di disegnare per noi una realtà alternativa, una storia e dei personaggi che per qualche minuto, ora, giorno, l'eternità ci risucchi un po' da qualche altra parte. OttoNoveTre è brava a farlo. Se volete lasciare per un po' la vostra sedia della scrivania, o la vostra poltrona, who cares, OttoNoveTre può offrirvi un piccolo ritaglio di universo parallelo. In questo caso, abbiamo uno spin-off sulla (non-)vita passata di Marcus, della sua sposa perduta Didyme e della crudeltà di Aro, disposto a tutto pur di ottenere (o non perdere) ciò che vuole. Si tratta di personaggi noti, tuttavia animati di una personalità ben tratteggiata attraverso dialoghi brillanti e una scenografia degna di questo nome. Un po' di palazzi, intrighi e tradimenti: abbiamo tutti bisogno di una piccola parentesi purpurea, ogni tanto.
Sorelle, di Florence (Twilight). Questa fanfiction mi ha particolarmente colpita. La voce narrante è quella di Esme, un personaggio piuttosto secondario nella Saga della Meyer. Florence la mette in una luce completamente nuova. Lei e Rosalie. L'atmosfera è molto intrigante, perché è tutto visto attraverso la lente sofferente del punto di vista di Esme, quindi le immagini sono sempre distorte. Non c'è (quasi) niente di spiattellato, concretizzato, è tutto sotteso, e Florence riesce a creare una certa nervosa aspettativa. Lo stile è molto gradevole, la prima persona è gestita benissimo. I dialoghi, in particolare, sono molto suggestivi.
Harry impegnò tutte le forze che gli erano rimaste per un ultimo sguardo a Grimmauld Place. Era arpionato a letto. Cercò alla cieca Ron e Hermione, per pregarli di dargli ancora un po' di tempo prima di somministrargli la pozione. Aveva bisogno che Hermione eseguisse ancora quella cosa del Percutio, subito.Immediatamente.
Ti prego...
Udì Hermione piangere e quel suono lo sconvolse. Le stava facendo del male, la stava spaventando, ma era così vicino all'horcrux, poteva praticamente vederlo, poteva... ti prego, non piangere.
La udì dire a Ron di tenerlo fermo, e capì che voleva versargli la pozione in gola. Allungò le mani alla cieca e trovò i polsi di Ron. Li strinse così forte che lo sentì imprecare. Non aveva mai avuto con Ron il legame che aveva avuto con Hermione, la legilimanzia con lei era sempre stata una passeggiata, non doveva nemmeno sforzarsi. Non aveva nemmeno bisogno di guardarla negli occhi, ma ora non poteva permettersi questo lusso nemmeno con Ron, e il contatto fisico doveva bastargli. Doveva concentrarsi intensamente su Ron, scagliare l'incantesimo nella mente e sperare che tutte quelle sue nuove abilità non lo abbandonassero proprio in quel momento.
«Hermione, aspetta...» disse Ron improvvisamente.
Andiamo, Ron, FORZA, ti prego...
«Fai ancora quella cosa. La perc-quello che è. Penso che abbia funzionato, vuole che tu lo faccia ancora.»
Hermione non fece domande e non esitò, non si chiese perché a Ron e non a lei. Oh e quanto la stava amando per questo. La udì castare di nuovo Excrucio, sentì la bacchetta muoversi a cercare Voldemort, per trovarlo nascosto dietro ai suoi occhi.
«Ron, non posso, non lì, e se io...»
Fallo, gridò Harry attraverso Ron.
«Fallo!» esclamò Ron, sorprendendo anche se stesso.
«Percutio!» incantò frettolosamente Hermione, chiudendo gli occhi mentre lo faceva.
«Le strane relazioni di Miss Ginevra Weasley», di teabox (Harry Potter). Lo consiglio perché teabox ha la rara capacità di far procedere a braccetto trama e stile narrativo. È un racconto a puntate molto breve; è organizzato in modo singolare, la telecamera si trova sulla spalla di un personaggio originale, l'Auror proposto alle indagini sulla scomparsa di Ginny. È un po' un giallo e un po' un dramma sentimentale. I personaggi sono caratterizzati benissimo. È tutto da godere anche per l'atmosfera so british che si respira.
«Inheritance», di Artemisia89 (Harry Potter). È una delle Harry/Hermione più graziose che abbia mai letto. L'autrice riesce a gestire il racconto su due piani narrativi, mescolando con sapienza gli ingredienti della leggenda e dell'Irlanda alla base ormai nota dell'universo Rowlinghiano. Lo stile è lucente. Ha un sapore un po' antico.
«Quando il tempo passa», di AlexielFay (Twilight). Un breve dialogo tra Bella, vampira, e Jacob. Malinconico, un cioccolatino al caffè, che si scioglie in bocca ma che ha una punta di amarezza, da qualche parte. Godibile.
Categoria - Originali >> Romantico (Per me è più vicino alla commedia)
Genere - Slice of Life
Rating - Giallo
Nota dell'autrice -Uno scrittore, bell'uomo, seduttore incorreggibile e la ragazza della copisteria. Un pomeriggio tardi, prima di cena...
Questo è il capitolo finale di un esperimento collettivo. Mi piace molto partecipare alle FF di gruppo ma, mi sono resa conto che i miei contributi funzionano quasi sempre anche come OS. Non lo faccio apposta...mi vengono così.
Conoscete il modo di dire "saprebbe rendere interessante persino la nota della spesa"? Qui cenerella dimostra come si può affascinare con la ricetta delle mele cotte. Leggere per credere :-)
Facciamo un gioco. Solomon Forge ha il volto di un attore, nella mia testa. Chi indovina che attore è, vince una recensione a quello che vuole. Suggerimento: è un attore straniero.
Ho pubblicato una piccola one-shot, oggi. Era da tanto che non scrivevo, ed è stato come ricominciare a fare jogging: dopo due righe ero senza fiato, ho sudato come un maiale e adesso mi fanno pure male le giunture. Se avete voglia di darci un'occhiata - e magari lasciarci pure un parere, la trovate qui.