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lunedì 17 settembre 2012

Corso di scrittura creativa a Melegnano!

Incredibile!


Ragazzi, l'associazione culturale Parole nel Cassetto ha organizzato, in collaborazione con lo Spazio Milk di Melegnano, un corso di scrittura creativa! L'occasione è ghiotta, perché sono 12 incontri in orario serale per soli € 101,81! Il laboratorio si definisce tale mica per niente: a un'interessante parte teorica seguirà ovviamente una parte pratica che vi terrà molto impegnati, poco ma sicuro. Che aspettate a iscrivervi? Per maggiori informazioni, visitate il blog dell'associazione! Per iscrivervi, trovate tutte le indicazioni sul sito dello Spazio Milk. Per tutto il resto, contattateci all'indirizzo info@parolenelcassetto.net

Vi aspettiamo numerosi!


lunedì 20 agosto 2012

Parole nel Cassetto - News!

Lettori! Ma siete di nuovo qui? Ammettetelo, non riuscite proprio a staccarmi gli occhi di dosso.





E siamo pure su Facebook!

venerdì 17 agosto 2012

Parole nel Cassetto



Lettori! Ma cosa ci fate da queste parti? Non eravate in vacanza? Beh, io passavo di qui per darvi qualche link interessante.

Vi ricordate quel corso di scrittura creativa che vi avevo pubblicizzato qualche articolo fa? Bene, bravi, vedo che avete una buona memoria. Beh, abbiamo aperto una sfiziosissima pagina Facebook dove ci si può ingozzare di libri fino a scoppiare. Iscrivetevi e venite a divertirvi con noi. E già che ci siete, tenete d'occhio questo blog qui. Ci saranno presto delle gustose novità che potrebbero interessare a tutti quelli di voi che, oltre a essere meravigliosi lettori di questo blog, si dilettano pure a scrivere.

See ya!

lunedì 23 luglio 2012

La sentinella [Fredric Brown]


Letture estive per tutti i gusti!

La sentinella

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo ed era lontano 50mila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento un'agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d'anni, quest'angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c'era arrivato anche il nemico. Il nemico, l'unica altra razza intelligente della galassia... crudeli schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame, freddo e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano di infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all'erta, il fucile pronto.
Lontano 50mila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso, la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s'erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante e senza squame...

giovedì 19 luglio 2012

Rasoio, forbici, bisturi, accetta

Allora, Cinquanta sfumature di grigio parla di ASPETTATE DOVE STATE ANDANDO STAVO SCHERZANDO.

Minchia se siete presi male, oh.

Tranquilli, oggi parleremo di tutt'altro, e nello specifico di macelleria narrativa. Fate la faccia entusiasta!


sabato 14 luglio 2012

Where are you going, where have you been? [Joyce Carole Oats]


Letture estive per tutti i gusti. Prima il testo originale e poi una traduzione di servizio.


Where are you going, where have you been?

domenica 8 luglio 2012

domenica 22 aprile 2012

Tutte le manie delle fanwriter: il punto di vista

Tutte le manie delle fanwriter
#1

L'argomento di oggi è il sesso.



Ora che ho ottenuto la vostra attenzione, possiamo parlare davvero di sesso. O per meglio dire, del sesso nelle fanfiction. Piantatela di fare la faccia del Rat Man e fate le persone serie! Qui si lavora, oh, mica si viene a perdere tempo. Viene, eh eh eh eh. Capita? Parlare di sesso, venire. Eh eh eh eh eh. Una battutina piccante per scaldare l'atmosfera, eh eh eh eh.

AHEM.

domenica 26 febbraio 2012

Corso di scrittura creativa - Melegnano (MI)


paginadopopagina s.r.l.
e la costituenda Associazione Culturale
organizzano un

Corso di
Scrittura Creativa

Dall’idea in testa alle parole in fila, l’avventura della creazione letteraria alla portata di tutti.


SERATA DI PRESENTAZIONE
AD INGRESSO LIBERO
GIOVEDÌ 1 MARZO 2012
ORE 20.30

Libreria Mondadori paginadopopagina
Via Zuavi 6/8 Melegnano

Info:


mercoledì 8 febbraio 2012

Il circo della notte


Su EFP, scade oggi il concorso sul libro Il Circo della Notte, di Erin Morgenstern.


Copertina del romanzo


Il regolamento prevedeva di scrivere una fanfiction basandosi sul primo capitolo del libro (una decina di pagine). Nulla vietava di leggere tutta la storia, ma non sarebbero state considerate OOC o non valide storie che non tenessero in considerazione i capitoli successivi. Non solo, ci si poteva ispirare anche a una generale "atmosfera" che le pagine trasmettevano.
Nelle prime sei pagine (scaricabili in PDF dal sito che ho linkato sopra o anche da EFP), abbiamo questa scena: si sa che c'è un circo misterioso, il Cirque des Reves (circo dei sogni) che appare all'improvviso nel suo tendone bianco e nero. L'unico cartello fuori dalla cancellata recita:
Apre al Crepuscolo
Chiude all'Alba

Il primo pezzettino è scritto in seconda persona singolare, come se lo scrittore si rivolgesse al lettore/spettatore del circo, in procinto di entrare. Qualche immagine generica di circo (caramello, zucchero filato, lustrini...) e la promessa di trovarsi in un posto magico. Passiamo a una narrazione in terza persona, dove facciamo la conoscenza di Hector Bowen detto Prospero, un famoso incantatore. Al detto soggetto viene recapitata una figliola, Celia, la cui madre si è suicidata. Lui non solo accoglie la notizia con un certo fastidio, ma dà della scema alla madre della bambina e commenta sarcasticamente che avrebbe fatto meglio a chiamarla Miranda, con dotto rimando alla Tempesta di Shakespeare. La bambina non è molto più entusiasta del padre e gli fracassa una tazzina con lo sguardo, dando prova di possedere poteri magici. Tiene anche a precisare che a lei piace Celia come nome e che non ha intenzione di farsi chiamare Miranda.

Questo, in breve, il materiale su cui costruire la fanfiction.
Andando a leggere le circa 150 storie che sono state pubblicate su EFP per il concorso, ho notato alcuni particolari ricorrenti nelle storie.

1. Temi
Che domande, il tema è il circo!
Su questo, le storie non mostrano molte eccezioni: sono quasi tutte ambientate nel circo o comunque legate a quell'ambiente. Quelle che fanno eccezione appartengono a una categoria abbastanza definita, di cui parlerò dopo.
Nel circo, le autrici si sono spaccate a metà: quelle che hanno deciso di mostrarci uno spettatore e quelle che hanno scelto gli occhi di un "lavoratore" del Cirque des Reves.
Nella prima categoria, purtroppo,tutte le storie cadono nello stesso-identico-cliché: lo spettatore arriva, è cinico e diffidente, accade un qualche tipo di magia e si convince di trovarsi in un ambiente magico ed onirico. Su questo punto, non ricordo più le volte in cui ho letto alla fine della fic "Perché questo è un sogno." "Perché la vita è un sogno." "Era sogno o realtà?" e altro su questa scia. Le autrici dimostrano di aver capito bene che ci troviamo nel Circo dei Sogni, a quanto pare.
Però.
Insomma, uno spettatore in un circo meraviglioso vedrà delle cose, beh, meravigliose, no? Cose degne di essere descritte nei minimi dettagli.
No.
Vede "portenti, magie, prodigi, incanti, colori, nastrini". Insomma, non vede una mazza. Racconta di aver visto cose fighe, ma il lettore si sente preso in giro. Come se un vostro amico, reduce da un'esperienza del genere, vi raccontasse dello spettacolo così:

- Allora, il circo?
- Bello! Sublime! Magico!
- Che fortuna! cosa hai visto?
- Eh, magie.
- Sì, ma che tipo di magie?
- Magie STUPEFACENTI!
-...

Nella seconda categoria, lo confesso, speravo con tutto il cuore di trovare molta più inventiva sui circensi che lavorano in un circo così particolare. Insomma, hai un circo magico, sbizzarrisciti! Mi aspettavo scenari alla Big Fish, per intenderci.

dove sono le gemelle siamesi?

Con mio sommo scorno, le storie che parlano di artisti, che descrivono numeri strani, insomma che mostrano un minimo di fantasia da parte dell'autore sono pochissime. Per pochissime intendo meno di 10 su 150.
E le altre? Beh, le altre parlano di Celia e Prospero. Per essere più precisi:
- Prospero scocciato da Celia
- Prospero inizialmente scocciato da Celia ma che poi le vuole bene
- Prospero che si ricorda di voler bene alla madre di Celia ed è tanto triste
- Prospero che litiga con Celia (per il nome, sempre per il maledetto nome)
- Prospero che litiga con Celia ma riconosce che brava maga è e le cede il timone
- Celia cresciuta incontra l'amore
Che, per carità: sono due maghi potenti, ne avresti di magie da inventare per mostrare l'addestramento di Celia o il potere del padre. Bene, il problema è proprio in quel mostrare: nelle storie (fa eccezione la sopracitata decina) non c'è traccia di incantesimi. E' tutto un "fece un incanto potentissimo" "vide cose meravigliose" "Era capace di grandi prodigi". Quali? Trasformare gli spettatori in scimmie o far spuntare conigli dal cappello? Forse accendere la scintilla della fantasia nella mente degli autori, quello sarebbe un grande incanto...

siore e siori, grandi prodigi!

La categoria a parte, di cui parlavo prima, è composta dalle storie che hanno voluto approfondire la figura della madre di Celia.
*sospiro*
Diciamo che non brillano per inventiva. Diciamo che in una parte consistente (che espressa in numeri sarebbe 99,9%) ci sono una donna disperata e povera che non sa come badare alla figlia, così la affida con gli ultimi soldi al padre. C'è la figlia che capisce e si fa adulta di colpo, la madre che piange, il Destino Porco Bastardo... e badilate di noia.
In molte storie la madre non si suicida, finge solamente di farlo. In altre (oh, un minimo di inventiva!) una creatura sovrannaturale. Queste sono le uniche storie in cui si esce dall'ambiente del circo. Finiscono sovente con la lettere che Madre scrive a Prospero.

2. Frasi
Posso capire che, con dieci paginette come guida, uno si attacchi alle citazioni per rimanere in tema. Però che ci si attacchi a pappagallo è svilente.
Poche fanfiction si fanno mancare la citazione del cartello che accoglie i visitatori del circo, piazzata lì e poi dimenticata (al massimo si chiedono tutti "Che vuol dire?" Ma che vuoi che voglia dire! Gli spettacoli saranno di sera, citrullo!).
I sogni. Benedetti sogni, citati in lungo e in largo. Credo di aver riletto tutte le frasi fatte sui sogni, in questi due giorni. Si salvano alcuni usi intelligenti della citazione di Shakespeare "Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni".
Lo spettatore che se ne va chiedendosi se è stato tutto un sogno, invece, lo darei in pasto a Sandman.

3.Stile
Se un'americanza fa la figa e usa la seconda persona (a mio parere male, ma vabbè, non è una recensione del libro) non è che chi lo fa acquisisce per osmosi l'atmosfera del libro.
Ho notato molte storia scritte in seconda persona. Personalmente la narrazione non ci guadagna, anzi, io provo un senso di fastidio di fronte a questo stile. Cattiva idea da copiare.

che vuoi da me? Perché mi tiri in ballo, signor autore?

Tirando le somme, posso solo notare con un po' di tristezza come gli spunti che gli autori hanno sviluppato per il contest ruotano attorno a pochi, noiosi cliché.
Anche se la storia, come potenziale, permetterebbe un uso smodato della fantasia.
Peccato.

lunedì 9 gennaio 2012

1Q84 e il nipponico che ti prende per i fondelli

Dati i numerosi viaggi in treno del periodo, sto smaltendo un po' alla volta l'ultimo (credo. Scrive ad un ritmo impressionante) libro di Murakami Haruki, 1Q84.* Per ora mi rendo conto del perché si dice che il tempo giapponese e quello occidentale non siano la stessa cosa. Intanto, ti smarrisci un pochino per la mancanza di climax e anticlimax. In secondo luogo, ogni singolo passaggio sarà spiegato una prima volta, poi spiegato una seconda volta ma da una angolazione leggermente diversa, poi una terza per assicurarsi che tu abbia colto proprio tutto tutto. I fili si incastreranno mettendoci il loro tempo, di solito una trentina di capitoli. Nel mezzo, qualche infodump evitabile.
Insomma, non capisco se sto leggendo un libro molto interessante o se il signor Murakami mi sta prendendo per il culo.
Lo so che a volte è contemplando a lungo e in silenzio che si scopre il vero significato delle cose. Lo so che noi puntiamo alla meta, mentre loro si godono il cammino. So che sono viziata dal ritmo cinematografico americano e non mi godo le mille sfaccettature del reale.
Ma il grezzo occidentale che è in me capisce molto Indy.




*Finito il libro, conto di fare una recensione seria.

giovedì 17 febbraio 2011

«Rosso di sera» di Brunella Gasperini







«Vuoi la mia giacca?»
Me la tolsi e gliela misi addosso; lei ci si rannicchiò come in una coperta, ridendo. Così le uscivano solo faccia e un piede.
«Perché non porti le scarpe?» chiesi stupidamente. «Con tutte quelle spine...»
«Mica mi faccio male.» Sporse il piede verso di me, agitando le dita: «Vedi? Non ha neanche un graffio. In compenso ha freddo. Me lo scaldi un po'?»
Tenni il suo piede tra le mani; era sottile, e tremava. Pensai: trema perché ha freddo, e non ci credetti. Chiusi gli occhi, con tutti i pensieri che si frantumavano.
«Con quante ragazze hai fatto l'amore?» lei chiese, non so dopo quanto.
«Con nessuna» dissi. Ma senza sentirmi ridicolo. Non tanto.
«Neanche mai provato?» lei disse.
Tirai fuori dalla memoria quella volta che avevo circa baciato Elena Rizzi, cioè che lei aveva circa baciato me, al ritorno di una gita semiscolastica nel pullman buio, con tutti che dormivano o si baciavano, e di colpo avevo sentito il suo corpo caldo pesarmi addosso, la caviglia intrecciata alla mia, le labbra umide sul mio collo, e avevo pensato a tutte le cose che lei aveva fatto con gli altri e che anch'io avrei potuto fare adesso, solo se avessi girato la testa; ma non l'avevo girata. E tutte le altre volte, con Claudia Rossi sulle scale dopo una festa, con Maura Zardi al fiume, con Giannetta dietro le cabine, tutte le volte che mi sarebbe bastato girare la testa o tendere una mano, e non avevo teso né voltato niente, a costo di sentirmi cretino e farmi dileggiare e chiamare San Rosso Vergine e tutto. Adesso ero contento di non averlo fatto. Perché mai avevo provato la millesima parte di quel che sentivo adesso, con quel piccolo piede tra le dita e quell'odore di muschio e di capelli neri.
«Neanche mai baciato nessuna?»
Scossi la testa.
Mi carezzò la guancia con l'alluce. «Neanche su un piede?» mormorò.
A occhi chiusi, il cervello spappolato, glielo baciai, dito per dito. Era come baciarla tutta, fresca, accesa e straniera, dito per dito.
«Vieni qui» disse la sua voce nel buio, sottile, un po' roca.
Mi ritrovai con la faccia immersa nei suoi capelli serici e bui, e pensai che l'amore era terribile.
«Rosso,» diceva con una specie di piccolo gemito «Rosso che non ha mai baciato nessuno... Mio.» Si scostò, mi prese la faccia tra le mani: «Mi guardi?» pregò.
Ma non potevo. Lei non sapeva quel che provavo, la violenza, il ritegno, l'incanto. Non potevo.

martedì 1 febbraio 2011

Cose da lettrice


Annuso i libri prima di comprarli. 
Leggo subito la fine, prima di cominciare a sfogliare il libro. 
Da piccola mangiavo gli angoli delle pagine. 
Non ho mai fatto le orecchie per tenere il segno. 
Sottolineo le parti che mi piacciono di più. 
Quando ero bambina leggevo di nascosto a tavola. 
Il mio libro preferito si  intitola Rosso di Sera, di Brunella Gasperini, e non lo ha mai letto nessuno. 
Non l'aveva letto nemmeno l'uomo della mia vita, perciò gli ho regalato la mia copia. 
Leggo in bagno. 
Ho una torcia da campeggio per leggere a letto, dopo aver spento la luce. 
Colleziono libri di fiabe. 
Colleziono anche i vecchi Urania. 
Mi piacciono le copertine morbide.
Non mi piacciono le copertine con i titoli in rilievo.
Il mio genere preferito è il pulp.


lunedì 24 gennaio 2011

«Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu», di Walter Moers


Sarei esistito solo per un motivo: amare l'orsetta blu. L'avrei difesa con le unghie e con i denti contro ogni pericolo avesse osato contrapporsi alla nostra felicità: avrei strappato  il cuore al pericolo, se ne avesse avuto uno, e l'avrei mangiato crudo. Sarei stato capace di far bollire l'oceano a fuoco lento sino a ridurlo a un brodetto di pesce usando solo le fiamme del mio amore. Avrei voluto fermare il percorso del mondo, riavvolgerlo come un nastro e farlo poi scorrere di nuovo soltanto per rivedere ancora una volta il gesto con cui si infilava la margherita dietro l'orecchio. Di una cosa sola, ne ero sicurissimo, non sarei mai stato capace: rivolgere la parola all'orsetta blu.

domenica 9 gennaio 2011

Libri in pillole


Le cinque persone che incontri in cielo (The five people you meet in Heaven) di Albom Mitch.


"Eddie, vecchio e solo, ha avuto una vita come quella di tanti altri. È il giorno del suo ottantatreesimo compleanno e nel luna park in cui lavora una bambina è rimasta intrappolata nella grande ruota panoramica e rischia di cadere. Eddie si arrampica per aiutarla, ma scivola, precipita e muore. Si risveglia in cielo e scopre che il paradiso è il luogo in cui ciascuno di noi incontrerà cinque persone che gli sveleranno il senso della propria vita. Ascoltando i racconti dei cinque maestri (uno dei quali è la moglie Marguerite, morta molti anni prima), Eddie rivedrà sotto una nuova luce tutto il suo passato e capirà che anche la sua umile esistenza ha avuto un ruolo necessario nell'ordine delle cose."

Mi è stato consigliato da una persona di cui mi fido. Su non mi ricordo che sito lo hanno definito "commovente, illuminante e consolante". Sì e no. Mi è piaciuta molto la struttura "un capitolo nel passato e un capitolo nell'aldilà", ma  per i miei gusti è più stucchevole che commovente, non abbastanza originale da essere illuminante e più che consolante mi ha fatto venire in mente una madre che cerca di spiegare al proprio bambino cosa succede quando gli muore il criceto (o il pesce rosso, o il gattino, o il cagnolino, fate vobis). La struttura narrativa però è interessantissima. Fatevelo prestare.

La cena (Diner Het) di Herman Koch
"I due fratelli Paul e Serge Lohman si incontrano con le rispettive mogli per una cena in un lussuoso ristorante. Sembra la classica cena tra parenti che non hanno molto da spartire ma che mantengono la graziosa facciata di piacevolezza tipica delle famiglie alto-borghesi, dove si cena insieme sì, perché è così che si fa, anche se ci si sta antipatici. E Serge è candidato a diventare Primo Ministro olandese, è bello farsi vedere a cena fuori con i parenti. Ma il vero problema è un altro: i figli di Paul e Serge, Micheal e Rick, hanno picchiato e ucciso una barbona che dormiva nel vano di un bancomat. Su tutti i telegiornali viene trasmesso il video della sorveglianza: i volti dei due sono nascosti, ma i genitori li hanno riconosciuti. E ora devono decidere cosa fare."
L'ho comprato, un po' perché mi ispirava la copertina e un po' perché dovevo, perché stupidamente ho fatto la tessera da Mondolibri (una vera e propria fregatura). Mi è piaciuto moltissimo. Non leggete le sinossi su internet, perché rischiate di beccarvi uno spoiler, e questo libro va goduto senza prevenzioni di sorta: è uno scivolo di angoscia e di colpi di scena, reso ricco dalla intensissima prima persona della narrazione, raccontata dalla voce di Paul Lohman. Non ho letto il libro in lingua originale, perciò non posso dirvi se la traduzione è buona o meno, ma per essere "traduttese" lo stile fila che è un piacere. L'ho finito in una giornata, perché mi ha proprio risucchiata. Consigliatissimo.

Red, di Jack Ketchum
"Red è il cane del vecchio Avery Ludlow, ma è molto più di un cane: è tutto ciò che gli è rimasto al mondo, è il suo amico fedele, la sua famiglia. Nonostante abbia ormai quattordici anni, riesce ancora ad accompagnarlo a pescare, e a riscaldare la sua esistenza con i pacifici occhi buoni, con i suoi silenzi e il suo amore incondizionato. Un giorno, proprio mentre sono a pesca, tre teppisti sparano in testa a Red per il gusto di farlo, se non per il piacere di fare del male. Avery cerca giustizia per il suo amico."
Altro acquisto "obbligato", a causa di Mondolibri. È stata una scoperta piacevole. Ketchum è molto bravo a tenere alta la tensione, e il vecchio Avery è un uomo per il quale ti trovi a provare istintivo affetto. La trama è piuttosto semplice, ma riesce a essere intensa, commovente a suo modo. Non vale la spesa di quindici e passa euro, ma se lo trovate a meno o riuscite a farvelo prestare o a scaricarlo da qualche parte vale la pena di leggerlo.

Lasciami entrare (Lat den Ratte Komma in) di John Ajvide Lindqvist
"Fa freddo, freddissimo, e la città è piccola e grigia, anche di giorno, anche quando la luce del sole dovrebbe rendere tutto meno inquietante. Nella città piccola grigia c'è un bambino piccolo e grigio, che si sente solo. Ci sono dei nuovi vicini, persone strane, che tappano le finestre e non parlano con nessuno, e hanno "uno strano odore". E poi cominciano a succedere cose strane, un ragazzo muore, un uomo scompare, cose brutte davvero."

«Perché io sono come te»
«Come sarebbe a dire come me? [...] Io... non uccido le persone»
«No. Ma vorresti farlo. Se potessi. E lo faresti sicuramente in caso di necessità»
«Perché li odio. C'è una bella..»
«Differenza? È questo che vuoi dire?»
«Sì»
«Se potessi cavartela. Se succedesse e basta. Se tu potessi augurare a qualcuno di morire e quello morisse. Lo faresti allora?»
«Sì»
«Sì. E lo faresti soltanto per il tuo piacere. Per vendetta. Io lo faccio perché devo. Non esiste un altro modo»
«Ma è perché loro mi fanno male, mi prendono in giro, perché io voglio...»
«Perché tu vuoi vivere. Proprio come me»
Ho visto prima il film (Lasciami entrare, di Tomas Alfredson) e ne sono rimasta folgorata. Poi ho letto il libro ed è pazzesco! È un libro horror/sentimentale, come avrebbe dovuto essere Twilight se solo la Meyer non fosse una totale imbecille. È pauroso e cattivo e l'atmosfera è agghiacciante. Niente patina hollywoodiana alla Twilight questa volta, grazie al cielo, niente vampiri glassati di zucchero che brillano al sole: naah, questa volta tornano le fiabe cattive, quelle creature che possono muoversi solo di notte, che devono uccidere per sopravvivere, che per entrare in una stanza devono essere invitati... un fascino crudele e inquietante. La paura è sottile e vera, nervosa, anche se di definire questo libro solo come horror forse è un'ingiustizia, perché c'è più dello spavento, la paura è un'altra cosa. Il finale è stato definito "onirico": sì, un finale da incubo. È un finale triste e terribile e giustissimo, che mi è piaciuto molto. Lo consiglio vivamente.
Lo trovate su e-Mule (eBook.ITA.3540.John.Ajvide.Lindqvist.Lasciami.Entrare.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar), mentre il film si reperisce facilmente su un qualsiasi sito di streaming. Vale la pena, davvero.

giovedì 6 gennaio 2011

«Il Minotauro» Benjamin Tammuz




Thea,
questa lettera battuta a macchina non reca alcuna firma, ed è probabile che non ci incontreremo mai, anche se io ti ho vista e ho fatto in modo che anche tu mi vedessi. È stato circa sei settimane fa. Ti sono passato davanti, fissandoti, e tu mi hai guardato come si guarda uno che ti passa davanti per strada. Non mi hai riconosciuto. Ma anche se non mi hai riconosciuto, tu mi appartieni.
Non avrai mai l’occasione di farmi delle domande, ma la mia voce ti giungerà nelle lettere, e io so che le leggerai. Come faccio a saperlo? Non posso darti altra spiegazione se non quella che sto per dirti: da quando ho memoria di me, io ti ho cercata. Mi era chiaro che tu esistevi, ma non sapevo dove. Il mio lavoro mi ha portato nella città dove vivi. Il mio lavoro è tutto un susseguirsi di supposizioni, ipotesi, rischi. Ho scelto questo lavoro perché non ho mai amato nessuno – tranne te – anche se per tutta la vita ho cercato di amare, cioè di tradirti. Ho legato la mia vita a un lavoro duro e brutale poiché mi sentivo costretto ad amare. Ebbene, io amo il paese che servo, i monti, le valli, la polvere, la disperazione, le strade, i sentieri. L’ho fatto perché non avevo altra scelta, non sapevo se ti avrei mai incontrata. E ora che ci siamo incontrati, è troppo tardi: c’è stato un errore. Deve esserci stata qualche confusione nelle date di nascita, di passaporti; anche in cielo c’è disordine, come in tutti gli altri uffici. In ogni modo, ormai è tardi e impossibile.
Sono venuto a sapere l’indirizzo del collegio dove studi quest’anno, e so anche in quale università sei iscritta per il prossimo. So che ami la musica. Col tempo saprò anche altre cose.
Con questa lettera ti arriverà un pacco contenente un giradischi e un disco. Vorrei che domenica alle 17 tu mettessi il disco sul giradischi. Io farò la stessa cosa nella mia stanza d’albergo, a poca distanza da te, così noi due ascolteremo la stessa musica alla stessa ora. Questo sarà il nostro primo incontro, e io saprò se hai fatto come ti ho chiesto. A dire il vero, so già fin d’ora che esaudirai la mia richiesta.
Ti amo. Ti ho amata in tutti i giorni della mia vita. È duro rassegnarsi all’idea che per strada non mi hai riconosciuto. Ma la colpa non è tua, c’è stato uno sbaglio: di date, di luoghi, di tutto. Non ho dubbi che l’intenzione era di accanirsi contro di me, non contro di te.
Ti sto togliendo le scarpe e sto baciando le dita dei tuoi piedi. Le conosco, così come conosco ogni linea del tuo corpo. Non irritarti, non aver compassione. Non avevo mai conosciuto la felicità finché non ti avrei incontrata.

giovedì 2 dicembre 2010

The Bookworm Test


THE BOOKWORM TEST



Gironzolando in quel porto di mare che è facebook, array!, mi sono imbattuta in uno dei tanti test che circolano da quelle parti, The Bookworm Test. Lo scopo del gioco è questo:


Hai letto più di sei di questi libri? La BBC afferma che la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri presenti nella seguente lista.


Istruzioni: Copia questo messaggio. Metti in neretto i libri che hai letto interamente e in corsivo quelli che hai iniziato ma non hai finito.

Segue la lista dei cento titoli. Che poi sarebbero novantanove, perché al punto quattordici c'è "L'opera completa di Shakespeare" e al punto novantotto troviamo Amleto... Comunque. Non capisco il criterio con cui è stata stilata questa lista: sono mischiati prosa e poesia, libri per adulti e libri per bambini, classici e non, literaly fiction e genre fiction. Insomma. Se uno non ha letto Harry Potter o il Diario di Bridget Jones o quella cagata pazzesca del Codice da Vinci è da condannare perché non raggiunge i cento pieni? Magari uno non ha letto Guida Intergalattica per Autostoppisti, ma ha letto tutto Asimov, e quindi è una capra? Che poi, ci sono titoli difficilissimi, come l'Ulisse di Joyce, affiancati a libri per l'infanzia come Winnie The Pooh e Pinocchio. Senza nulla togliere a Winnie e a Pinocchio, che io adoro, ma dato che il tono con cui è stato fatto il sondaggio è "vedi che ignoranti che girano in giro, che non hanno letto nemmeno un decimo di questi titoli", insomma. Vabbè.

Mi sembra una lista troppo personale.

Ditemi un po' voi.



1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

2 Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien

3 Il Profeta - Kahlil Gibran

4 Harry Potter – JK Rowling

5 Se questo è un uomo - Primo Levi

6 La Bibbia

7 Cime Tempestose – Emily Bronte

8 1984 – George Orwell

9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni

10 La Divina Commedia – Dante Alighieri

11 Piccole Donne – Louisa M Alcott

12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg

13 Comma 22 – Joseph Heller

14. L'opera completa di Shakespeare

15 Il Giardino dei Finzi Contini - Giorgio Bassani

16 Lo Hobbit – JRR Tolkien

17 Il nome della rosa - Umberto Eco

18 Il Gattopardo - Tommasi di Lampedusa

19 Il Processo – Franz Kafka

20 Le Affinità Elettive - Goethe

21 Via col Vento – Margaret Mitchell

22 Il Grande Gatsby – F Scott Fitzgerald

23 Bleak House – Charles Dickens

24 Guerra e Pace – Lev Tolstoy

25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams

26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh

27 Delitto e Castigo– Fyodor Dostoyevsky

28 Odissea - Omero

29 Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll

30 L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera

31 Anna Karenina – Lev Tolstoy

32 David Copperfield – Charles Dickens

33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis

34 Emma – Jane Austen

35 Cuore – Edmondo de Amicis

36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo

37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere

39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40 Winnie the Pooh – AA Milne

41 La Fattoria degli Animali – George Orwell

42 Il Codice da Vinci – Dan Brown

43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

44 Il Barone Rampante – Italo Calvino

45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia

46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

47 I Malavoglia - Giovanni Verga

48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello

49 Il Signore delle Mosche – William Golding

50 Cristo si è fermato ad Eboli - Carlo Levi

51 Vita di Pi – Yann Martel

52 Il Vecchio e il Mare - Ernest Hemingway

53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes

54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe

55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi

56 L'ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon

57 Siddharta - Hermann Hesse

58 Brave New World – Aldous Huxley

59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

60 L'Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61 Uomini e topi – John Steinbeck

62 Lolita – Vladimir Nabokov

63 Il Commissario Maigret – George Simenon

64 Amabili resti – Alice Sebold

65 Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas

66 Sulla Strada – Jack Kerouac

67 La luna e i Falò - Cesare Pavese

68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding

69 Midnight’s Children – Salman Rushdie

70 Moby Dick – Herman Melville

71 Oliver Twist – Charles Dickens

72 Dracula – Bram Stoker

73 Tre Uomini in Barca - Jerome K. Jerome

74 Notes From A Small Island – Bill Bryson

75 Ulysses – James Joyce

76 I Buddenbroock – Thomas Mann

77 Il buio oltre la siepe - Harper Lee

78 Germinal – Emile Zola

79 Vanity Fair – William Makepeace Thackeray

80 Possession – AS Byatt

81 A Christmas Carol – Charles Dickens

82 Il Ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde

83 Il Colore Viola – Alice Walker

84 Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro

85 Madame Bovary – Gustave Flaubert

86 A Fine Balance – Rohinton Mistry

87 Charlotte’s Web – EB White

88 Il Rosso e il Nero - Stendhal

89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle

90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad

92 Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

93 The Wasp Factory – Iain Banks

94 Niente di nuovo sul fronte occidentale - Remarque

95 Un Uomo - Oriana Fallaci

96 Il Giovane Holden - Salinger

97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98 Amleto– William Shakespeare

99 La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

100 I miserabili - Victor Hugo