Io c’ho talvolta questo
problema grandissimo con le presentazioni delle fanfiction negli archivi; sì,
quelle tre-quattro righine di introduzione che, in linea del tutto teorica,
dovrebbero invogliare me lettore a cliccare sul titolo e aprire la fanfiction
per leggerla.
In realtà questa è una cosa che proprio, ogni tanto, mi sprofonda in
dubbi amletici, perplessità e smadonnamenti. Che poi lo so, che il riassunto
non vuol dire, e io sono la prima che scrive di quelle presentazioni che
provocano rivolgimenti intestinali, ma c’è una cosa che non mi è chiara. Ed è
che non capisco proprio come mai alla gente viene così spontaneo scrivere delle
robe nella presentazione che tu, lettore, alla parola due già sai che quella
fanfiction lì non la aprirai MAI, neanche sotto minaccia di morte tramite
amputazione degli organi genitali.
A parte che, e dai. Seriamente. L’ho capito che l’analfabetismo
spopola ed è il trend del momento, però santissimo cielo, la presentazione sono
poi cosa, in media una cinquantina di parole? E rileggile, misericordia.
Controlla che non ti siano usciti dei mostri che su tre righe ci sono quattro
aborti grammaticali e il nome del personaggio principale scritto sbagliato, che
poi io – ma non solo io – leggo e sono lì con la lacrimuccia a strombettare il
naso nel kleenex e chiedermi perché non mi trovo un hobby più sano, tipo il
ricamo punto croce o, ancor meglio, i tornei di Twister alcolico. Che male che
vada mi slogo una caviglia e finisce lì.

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