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domenica 16 dicembre 2012

Lo Stronzario n°4: Flame pioggia di sangue




Il flame, questo sconosciuto. Ma anche no, purtroppo.
Ultimamente, di flame ce ne sono stati un bel po’. Tutti invariabilmente ridicoli, ma è un po’ un binomio inscindibile, tipo Cip e Ciop, il cacio e i maccheroni, Batman e Robin o Vianello e la Mondaini. Se è flame, tendenzialmente è idiota.
Io me lo ricordo – con orrore -, una volta pure io sono stata protagonista di un flame anche se non avevo capito cosa stava succedendo esattamente. Lo so che raccontata così sembra una cosa da demenza profonda e infatti la è ma, insomma, avevo partecipato a un contest con una mia fanfiction e avevo ricevuto un giudizio bruttarello, che di per sé non era una cosa grave, ma si sono incazzati un po’ tutti quindi già che c’ero mi sono inalberata anche io. Avevo persino vinto un Fail di Owasa – e quindi sono stata molto triste quando ho scoperto che Owasa in realtà non esisteva e che dietro questo nome si celava gente molto meno dura e pura. Se non state capendo di cosa parlo, non importa: non vi siete persi nulla di avvincente. Comunque, per dire, il flame capita. Un po’ come i brufoli la mattina di un appuntamento importante.

domenica 4 novembre 2012

Lo Stronzario n°3: Scream (chi legge muore)


Oggi mi sento ganza. Mi sento proprio una gran bona. Sarà che sono soddisfatta di una shot inutile che ho scritto, sarà che ho comprato un cuscino divinamente bello, sarà che ho finalmente dormito per più di cinque ore consecutive. Comunque sia, oggi sento di avere abbastanza autostima per parlare di un problema che, siamo onesti e modesti, non mi tocca neanche così tanto da vicino.
Per appropinquarci al dunque, parliamo intanto di introduzioni. Voi superate, mettiamo, lo scoglio spesso insormontabile della presentazione – ma già ne abbiamo accennato, giusto? - e aprite una fanfiction a rischio della vostra incolumità. Qui, prima dell’inizio della storia vera e propria, l’autore/ice ha speso qualche riga per introdurre la sua opera. Riga che a volte, nella fattispecie, assomiglia pericolosamente a quanto segue: “Ecco la mia storia, può darsi che ci siano errori perché non ho avuto tempo/voglia/cazzi di correggere.”
Questa roba qui è il moderno “apriti sesamo” del ficmondo. È la formula magica che dà via libera a qualunque porcheria possiate concepire, anzi, probabilmente alcune non le potete concepire proprio e resterete lì, sbigottiti, cercando di decifrare aberrazioni che voi umani non potete neanche immaginare con la stessa faccia sconcertata che doveva avere Belzoni quando si imbatté nella Stele di Paser con i suoi geroglifici a parole crociate.

domenica 21 ottobre 2012

Lo Stronzario n°2: L'armata delle shipper















L’altro giorno ho letto una frase di questo tipo in una discussione sul forum di un archivio: “a me quelle che shippano il paring BlaBla stanno sulle palle, sono tutte cretine”. E giù palate di assensi, applausi e standing ovation. Poi arriva una che guarda caso shippa quel pairing lì, risponde che le imbecilli sono quelle che shippano l’altro pairing acclamato in quel fandom e scatta il flame generico. Giù mazzate, cazzotti e insulti a tappeto.
[Ho dedotto, riflettendo su me stessa uno o due anni fa, che questo passaggio necessiti di una traduzione in italiano corrente a beneficio di quelle persone che ancora lo parlano e leggono: in pratica, c’è questa consuetudine alle risse telematiche tra la gente che scrive/preferisce una determinata coppia di personaggi e gente che ne preferisce un’altra – meglio ancora se c’è un personaggio conteso comune alle due coppie. L’intelligenza della cosa si commenta da sé, ma allora io qua che ci starei a fare?]

venerdì 19 ottobre 2012

Spesso




Ti capita mai di iniziare a leggere una fanfiction e fare tipo










thanks tumblr.

martedì 9 ottobre 2012

Emmett "Doc" Brown e la misteriosa arte dell'introdurre flashback

SIGLA!


Guardiamo in faccia alla realtà: non tutti possediamo stilose DeLorean/macchine del tempo con cui fare avanti e indietro dal futuro al passato, dal passato al presente, e via di nuovo al futuro. Alcuni di noi devono gestirsi i flashback un po' alla vecchia maniera. Ma, grande Giove, c'è modo e modo per farlo. Meno male che l'altro giorno ero fuori a pranzo con Doc, volevo dire, il professor Emmett Brown, e lui mi ha un po' chiarito le idee in materia di viaggi nel tempo.

domenica 7 ottobre 2012

Lo Stronzario n°1: Non aprite quella fic















Io c’ho talvolta questo problema grandissimo con le presentazioni delle fanfiction negli archivi; sì, quelle tre-quattro righine di introduzione che, in linea del tutto teorica, dovrebbero invogliare me lettore a cliccare sul titolo e aprire la fanfiction per leggerla.
In realtà questa è una cosa che proprio, ogni tanto, mi sprofonda in dubbi amletici, perplessità e smadonnamenti. Che poi lo so, che il riassunto non vuol dire, e io sono la prima che scrive di quelle presentazioni che provocano rivolgimenti intestinali, ma c’è una cosa che non mi è chiara. Ed è che non capisco proprio come mai alla gente viene così spontaneo scrivere delle robe nella presentazione che tu, lettore, alla parola due già sai che quella fanfiction lì non la aprirai MAI, neanche sotto minaccia di morte tramite amputazione degli organi genitali.
A parte che, e dai. Seriamente. L’ho capito che l’analfabetismo spopola ed è il trend del momento, però santissimo cielo, la presentazione sono poi cosa, in media una cinquantina di parole? E rileggile, misericordia. Controlla che non ti siano usciti dei mostri che su tre righe ci sono quattro aborti grammaticali e il nome del personaggio principale scritto sbagliato, che poi io – ma non solo io – leggo e sono lì con la lacrimuccia a strombettare il naso nel kleenex e chiedermi perché non mi trovo un hobby più sano, tipo il ricamo punto croce o, ancor meglio, i tornei di Twister alcolico. Che male che vada mi slogo una caviglia e finisce lì.

venerdì 5 ottobre 2012

Lo Stronzario n° 0


Lo Stronzario è una nuova rubrica approdata fresca fresca su Kukizilla come un branzino guasto sul banco del pesce, quello che lo vedi che ha l’occhietto infossato e non è più tanto buono, ma lo compri lo stesso perché costa meno. Lo Stronzario sarà sempre scritto da me, suni, e comparirà sul blog una volta ogni due settimane, a partire da questa domenica, con l’unico scopo di sottoporvi una mia riflessione su argomenti perfettamente casuali legati al mondo delle fanfiction, in toni ironici, non troppo politicamente corretti ed eventualmente talvolta poco educati. Per questo motivo, e anche perché sono paracula, voglio precisare fin d’ora che l’amministrazione di Kukizilla non è in nessun modo da ritenersi responsabile dei contenuti dello Stronzario, se non in misura infinitesimale per la totale incoscienza dimostrata nel lasciarmi carta bianca.
Se mai i futuri articoli dello Stronzario per qualche motivo vi offendessero dovevate pensarci prima di comportarvi discutibilmente mi dispiace, ma preciso che in nessun modo quello che scriverò va inteso come offesa o giudizio personale. Si tratta di puro e semplice sarcasmo su quel che vedo intorno a me e che mi lascia perplessa. Come recita l’occhiello, questi articoli sono i miei facepalm.
Con questo, vi auguro buona lettura e buon proseguimento.

lunedì 17 settembre 2012

Corso di scrittura creativa a Melegnano!

Incredibile!


Ragazzi, l'associazione culturale Parole nel Cassetto ha organizzato, in collaborazione con lo Spazio Milk di Melegnano, un corso di scrittura creativa! L'occasione è ghiotta, perché sono 12 incontri in orario serale per soli € 101,81! Il laboratorio si definisce tale mica per niente: a un'interessante parte teorica seguirà ovviamente una parte pratica che vi terrà molto impegnati, poco ma sicuro. Che aspettate a iscrivervi? Per maggiori informazioni, visitate il blog dell'associazione! Per iscrivervi, trovate tutte le indicazioni sul sito dello Spazio Milk. Per tutto il resto, contattateci all'indirizzo info@parolenelcassetto.net

Vi aspettiamo numerosi!


Alcune novità e un invito

Che periodo, signora mia, che periodo! La vostra Kuki ne ha combinate di cotte e di crude. Dopo aver salvato il mondo da un disastro nucleare - non mi meraviglierei se non sapeste nulla, visto che era una missione top secret - e aver sventato una minaccia terroristica extraterrestre, mi sono dedicata un po' alle faccende davvero importanti, e ho detto al presidente, "Sorry Obama, ho un'associazione culturale da mandare avanti, tenga in caldo la medaglia, vengo a ritirarla poi."

Detto questo, niente paura. Non ho mica intenzione di abbandonare il nostro piccolo angolino chiacchieroso, che credete! Anzi, ho in serbo per voi lettori del mio cuore delle interessanti novità.

Il blog d'ora in poi si occuperà esclusivamente di fanfiction. Articoli di scrittura creativa, recensioni, segnalazioni, interviste, curiosità e spigolature, e chi più ne ha più ne metta. Le pubblicazioni saranno più regolari, anche perché d'ora in avanti, oltre al nostro amato Parker, mi avvarrò di altri brillanti collaboratori (che ovviamente verranno lautamente pagati come il buon vecchio Parker, perché la mia è una redazione seria, mica pizza e fichi).

Quindi, oltre alla solita pacca sulle spalle al buon Parker, diamo il benvenuto a una vecchia conoscenza, appena uscita dalla foresta (diamole un attimo per mutarsi in un'affascinante lupa grigia): Jakefan! Con una squadra così, insomma, uno che può chiedere di più dalla vita?

Ma ora un'interessante proposta:





Vi piacerebbe collaborare con il blog? La stagione delle assunzioni è aperta! Siamo alla ricerca di articolisti, di recensori, di illustratori, di vignettisti e di rubriche interessanti. E la persona che cerchiamo potresti essere tu. Le collaborazioni possono essere durature od occasionali.

Articoli

Questo blog si occupa di scrittura creativa, nell'ottica delle fanfiction, e del mondo delle fanfiction in generale. Hai scritto un articolo a riguardo, o credi di avere la stoffa per pubblicare periodicamente su questo blog? Mandaci un articolo di prova, della lunghezza massima di quattro fogli word (Times New Roman 12, senza interlinea), e vediamo cosa sai fare.

Recensioni

Le fanfiction sono la tua passione e hai occhio per la qualità? Diventa recensore sul nostro blog! Pubblica qui le tue recensioni e le tue segnalazioni, darai visibilità alle storie che meritano e intanto, perché no, avrai l'occasione di parlare più in generale di come si scrive bene una fanfiction. Se sei interessato, mandati una recensione di prova, della lunghezza massima di due fogli word (Times New Roman 12, senza interlinea). 

*Non sarebbe male nemmeno qualcuno che si occupi delle segnalazioni: post brevi, che riassumono tre o quattro storie (magari legate da un tema o da un fandom comune) o concorsi o iniziative, in modo che la gente sia sempre informata.

Rubriche

Hai una bella idea per una rubrica? Proponicela!

Vignette e illustrazioni

Te la cavi col disegno, e ti piacerebbe disegnare vignette sul mondo delle fanfiction o fanart per il nostro blog? Inviaci i tuoi lavori!

Altro?

Vi viene in mente altro da proporci? Come siete creativi. Proponetecelo! 

Requisiti

Non vi chiediamo molto, se non una buona conoscenza della lingua italiana (per evitare di dover ogni volta rivedere gli articoli alla caccia di errori) e, nel caso voleste collaborare con noi in maniera duratura, di prendervi l'impegno in maniera seria. Non vi chiediamo salti mortali, ma se ci mettiamo d'accordo per pubblicare una nuova puntata della rubrica ogni, non so, quindici giorni, l'ideale sarebbe mantenere l'impegno (ovviamente fatti salvi casi particolari come: esami, compiti in classe e impegni improrogabili nella real life, che sono sicuramente più importanti).


Tutte le proposte di collaborazione devono essere inviate all'indirizzo kukiness11@gmail.com; non c'è scadenza. I file devono essere inviati in allegato in formato .doc o in formato .odt. Nel corpo della mail scrivete quello che volete (possibilmente complimenti leziosi per ingraziarvi la sottoscritta), ma l'ideale sarebbe allegare dei soldi per corromperci. 





    

lunedì 13 agosto 2012

Personaggi: caratterizzazioni

Giuseppe è ormai nonno. E' il penultimo di otto figli, suo padre faceva lo chef per un'importante famiglia della città, mentre la madre badava alla prole e faceva qualche lavoro di sartoria.
Durante la guerra si è ritrovato dalla parte della repubblica di Salò, e solo un amico partigiano che ha fatto rifugiare in Liguria tutta la famiglia ha permesso loro di salvarsi.
Laureato dopo la guerra in economia, conosce Carmen nella banca in cui lavora e decidono di sposarsi. Nascono quattro bambini, ma una muore giovane di leucemia. Si è ammalata mentre erano al mare: per tutto il resto della vita non ci andrà mai volentieri. I figli a loro volta si sposano e adesso ha anche cinque nipoti. Andato in pensione, decide di frequentare l'accademia di Brera e diventa un discreto acquarellista.
Ama la musica classica, che canticchia a mezza voce mentre ascolta dischi o cd. Ama citare commedie e film, ma anche poesie che ha imparato da bambino durante il periodo fascista.


domenica 22 aprile 2012

Tutte le manie delle fanwriter: il punto di vista

Tutte le manie delle fanwriter
#1

L'argomento di oggi è il sesso.



Ora che ho ottenuto la vostra attenzione, possiamo parlare davvero di sesso. O per meglio dire, del sesso nelle fanfiction. Piantatela di fare la faccia del Rat Man e fate le persone serie! Qui si lavora, oh, mica si viene a perdere tempo. Viene, eh eh eh eh. Capita? Parlare di sesso, venire. Eh eh eh eh eh. Una battutina piccante per scaldare l'atmosfera, eh eh eh eh.

AHEM.

venerdì 10 febbraio 2012

Dagli al niubbo II - L'Impero colpisce ancora

Tanto tempo fa, in un archivio di fanfiction lontano lontano...


[1] Immaginate di trovarvi sulla spiaggia. C'è un bambino sul bagnasciuga che gioca col secchiello e la paletta, per costruire un bel castello di sabbia. Arriva un bambino più grande, guarda l'embrione di castello di sabbia che potrebbe essere anche una torta e PAM PAM PAM lo riduce in poltiglia saltandoci sopra. Guarda con odio  il bambino in lacrime e gli sibila "Tu questo lo chiami castello? Scommetto che quando dico 'merlo' tu capisci 'uccello'! Ah! Tu insozzi la categoria degli architetti!" E se ne va tutto orgoglioso di sé.

[2] Immaginate di aver accompagnato vostra nonna al Club dell'Uncinetto. La presidentessa guarda le presine da forno rosa sferruzzate dalla vostra nonnina la settimana prima. Le squadra con sufficienza e PAM PAM PAM le sbatte per terra e ci salta sopra con disprezzo. "Signora Lulli, le sembrano presine queste? Ha chiaramente saltato due punti e questa è più larga da un lato! Una schifezza! Non le farei usare nemmeno al mio cane! Si vergogni!"

L'uncinetto non è roba da signorine
Trovate le differenze:

immaginate di essere uno scrittore di fanfiction. Avete pubblicato una one-shot sulla vostra coppia preferita e state aspettando trepidanti una recensione. Gioia e tripudio, eccone una! La aprite per leggerla e PAM PAM PAM "Mh, cosa vedono le mie fosche pupille? 'A mangiato una mela', senz'acca??? Immagino che tu provenga del Regno dove l'acca davanti alla terza persona singolare del presente del verbo avere non si mette, meglio conosciuto come Ignorantolandia. Oserei dire che sei il Re del Regno degli Ignoranti, dato che qui ho visto anche un congiuntivo sbagliato e, ommioddio, qualcuno mi sciolga gli occhi con dell'acido: è un 'ke' al posto del 'che' quello che vedo lì? Ommiddio!"

Trovate. Le. Cazzo. Di. Differenze.

Sì, mio caro Recensore Rabbioso o Nazista Della Grammatica che dir si voglia. Quando lasci recensioni del genere, è esattamente così che sembri...


... un bulletto prepotente che distrugge i castelli di sabbia degli altri bambini. Wow! Quanto sei figo! Hai fatto brutto a dei ragazzini di tredici anni! Incredibile! Che coraggio!

I Paladini della Grammatica


Io giuro, giuro, GIURO che tutte le volte che leggo il sintagma "paladino della grammatica" mi viene voglia di mettermi a urlare. Paladino e dintorni, eh, perché anche quelli che si fanno chiamare "cavaliere, vendicatore, giustiziere, mia nonna in carriola DELLA GRAMMATICA" mi fanno venire giusto giusto su la bile e giù le braccia.

Ora. Parliamone. Lo so che sconvolgerò i più e atterrirò i meno, ma devo dirlo. Notiziona flash: le fanfiction stanno alla letteratura come i castelli di sabbia all'architettura. INCREDIBILE MA VERO.

NOOOOOOOOOooooo
EBBENE SÌ. Nascondete i bambini, mettete in cantina gli anziani, nell'armadio gli amanti e ingabbiate gli animali. Fare i "paladini della grammatica" andando a commentare in maniera sarcastica e feroce delle cazzo di fanfiction è esattamente come andare a fare pipì sui castelli di sabbia dei bambini al mare IN NOME DELL'ARCHITETTURA. Utile quanto lavare la macchina mentre piove e intelligente quanto usare il sapone intimo per lavarsi i denti. 

Ma vediamo di procedere con ordine. Chi sono questi Paladini della Grammatica? Perché la vostra Kukiness sta spruzzando bile tutt'intorno come neanche la bambina dell'Esorcista? C'entrano Orlando e Carlo Magno? SPIEGHIAMOCELO.

Cose che ho imparato guardando nell'Internet

Gli autoproclamatisi (va' che parolone) Paladini della Grammatica sono scrittori di fanfiction che vanno in giro per archivi e forum a rompere le palle a recensire in maniera sarcastica e feroce le peggio fanfiction (che loro definiscono fyccine e ci dovrei pure scrivere un articolo sulla sottile differenza tra fanfiction e fyccina ma non c'ho lo sbatti) che capita loro di incrociare mentre navigano bel belli. Io dico "capita di incrociare", ma voi dovete leggere "fyccine che vanno a cercarsi con il lanternino", perché i Paladini della Grammatica (da qui in avanti PdG perché sono stufa di mettermi a gridare tutte le volte che lo scrivo) provano un gusto sadico nel rimestare nel torbido e poi andare a fare a brandelli tutto quello che trovano. A volte si fanno chiamare PdG, altre volte con altri ameni soprannomi del genere, ma capita anche che non si affibbino nessuna etichetta in particolare.

I PdG sono una particolarissima categoria di lettori e di recensori. Si muovono in branco, come le iene, e vanno a prendersi gli gnu malaticci, quelli che non riescono a scappare, e li trascinano in mezzo al branco ancora mezzi vivi, perché sennò non c'è gusto. 

Espressioni intelligenti e rassicuranti
Lo gnu malaticcio è, ovviamente, la fyccina che dopo tanto rimestare hanno trovato da sbranare. Non agiscono da soli, prima gettano la carcassa nella polvere e se ne stanno un po' lì a ridere istericamente tra loro. 
"Oddio, hai visto che roba? Com'è malaticcio questo gnu. Hai visto che gambe storte? E come puzza. E il pelo? Che schifo questo pelo tutto incrostato di polvere. Ehi, correte, venite a vedere questo gnu schifoso e puzzolente, venite a insultarlo anche voi!"
"Mamma mia, sì, che schifo." *stuzzica con bastoncino* "Non vedevo una roba così dai tempi dell'ultima carcassa di montone pestifero che ci hai portato."
"Anche a me fa schifo!"
"Anche a me!"
"A me pure! Vergogna! DIsgusto! Fai schifo, gnu!"
E se ne stanno lì, a bearsi del fatto che loro i congiuntivi sì che li conoscono, e loro mai e poi mai metterebbero una kappa al posto della c, giammai!, che vergogna! Dopo aver insultato lo gnu per un po', alzando la posta magari citando altri gnu schifidi, una delle iene decide che basta!, non si può più vedere!, non si può lasciare quello gnu a insozzare la Savana (detta anche Fandom). E allora giù di recensioni, perché sì, perché è così che si fa, sono cose che non si possono tollerare e si devono EPURARE COL FUOCO.

Nessuno si aspetta l'Inquisizione Spagnola!
Cercherò di scrivere questa recensione in modo che tu la capisca, ok? Tu e il tuo cervellino da bimbominkia che ti ritrovi. Hai presente quella "a", lì, tutta sola, che hai messo vicino a "mangiato" nella frase "a mangiato una mela"? Ecco, lo so, è molto difficile da capire, ma prima della "a" ci vuole una "h". Sto andando troppo veloce per te? Rallentiamo?
Io voglio sperare che tu non abbia più di dieci anni o che tu sia straniera, perché queste cose sono inconcepibili. Ah, no, aspetta, magari sei Benjamin Button e più invecchi più il tuo cervello regredisce. Solo questo spiegherebbe lo sfacelo di tempi verbali che ho trovato nella tua storia, se "storia" si può definire questo obbrobrio.
Cioè, scusa, ma abbiamo letto lo stesso libro? Draco che sta con Hermione? Ah, magari tu hai letto solo la versione di Geronimo Stilton - perché almeno Geronimo Stilton lo hai letto, vero?, o guardavi solo le figure? - no, perché nella versione che ho letto io Draco diciamo che un pochino odia i Mezzosangue? Ma giusto un filo, eh, non preoccuparti. Ah, e sempre nel libro che ho letto io si dice "Hogwarts", non "Hogwart". Ma tanto non è importante, no? I nomi delle cose, riguardarsi i libri... no, eh?
Potrei andare avanti all'infinito, ma non voglio.

Ma io lo faccio per il loro bene

I PdG hanno questo strano concetto di "recensione negativa": "Ma no, vedi, io umilio pubblicamente l'autore, lo derido con i miei amichetti su Facebook, lo insulto e lo inserisco nella lista delle cento fanfiction peggiori della storia PER FARLO MIGLIORARE". 

Fa più male a me che a te

Io li chiamo PdG "Cuore d'Oro". Loro lo fanno con intento pedagogico, capite? La loro missione è andare a cercare le fyccine brutte brutte brutte in modo assurdo per gettare ai poveri autori digiuni di grammatica un po' di briciole del loro sapere. Altra notizia flash

(e mi piacerebbe che a questo punto tratteneste tutti il fiato, il pianista smettesse di suonare, i giocatori di poker facessero cadere le carte e il barista mettesse mano al calcio del fucile sotto il bancone perché non si sa mai)

c'è una grande, grandissima, immensa, ABISSALE differenza tra lasciare una critica costruttiva e mettere qualcuno alla berlina.

Se il vostro intento è insegnare qualcosa a qualcuno, dovete mettervi nell'ordine di idee che dandogli - esplicitamente o implicitamente - dell'idiota/dell'ignorante/del deficiente/del ritardato/ecc. ecc. può darsi, e dico può darsi, che l'oggetto della vostra critica, invece di assimilare l'informazione e di imparare, 1) si offenda o 2) si dispiaccia e si senta umiliato e per questo cancella la storia e/o smette di scrivere. E non impari niente.

Mettetevi nei panni di questi autori CINQUE MALEDETTISSIMI MINUTI. Non lo fanno apposta. Sì, esistono i troll che scrivono fanfiction orride apposta giusto per vedervi imbizzarriti come puledre pazze (sì, lo fanno proprio per voi PdG,  mica per me che me ne sbatto altamente), ma io sto parlando di quelli in buona fede, di quelli che scrivono così perché sanno scrivere solo così. Non è un compito in classe, non è il loro lavoro, non è un saggio da pubblicare, è solo una fanfiction. Si sono messi lì cinque minuti, hanno scritto una paginetta senza rileggere, si sono divertiti un mondo e hanno pubblicato, così, perché sì, perché è il loro hobby. Secondo voi, vedersi dare degli idioti e dei ritardati perché hanno sbagliato un congiuntivo li aiuta davvero a imparare a inserire i congiuntivi? 

Se un tizio per strada vi gridasse "Abbrutta vacca! Guarda che blu e marrone fa il cafone, che cazzo di accostamento cromatico hai scelto di indossare? Sei daltonica? Scema di merda! Se non ti sai vestire, non uscire!" vi aiuterebbe a migliorare il vostro senso estetico? Magari il tizio c'ha ragione e avete scelto un abbinamento di colori davvero sbagliato, ma ONESTAMENTE dopo esservelo sentito dire così vi mettereste una mano sulla coscienza e direste tra voi e voi "Caspita, quel burbero sconosciuto ha ragione! Ho sbagliato! D'ora in poi farò più attenzione a ciò che indosso! Grazie, burbero sconosciuto, mi hai fatta diventare grande."

DAVVERO?


Ma io mica li ho insultati! Non ho usato parolacce, io

Ebbeh, certo, perché sono solo le parolacce che insultano le persone, no? Bravo, giusto.

Sì, ma quella fyccina è proprio brutta brutta brutta in modo assurdo, è mostruosa, è uno stupro alla grammatica!

Allora, prima di tutto: stupro alla grammatica checcosa? Quale parte di "scrivere fanfiction non è fare letteratura" non hai capito? Il non, immagino. Beh, ripetiamolo. Scrivere fanfiction non è fare letteratura. "Epurare" il fandom dalle fyccine non è un passo in avanti verso la lingua perfetta. Vogliamo anche spiegare perché? PERCHÉ, mio caro PdG, perché il tizio che ha scritto la fyccina immonda con tutte le c trasformate in k e con i congiuntivi sbagliati e i personaggi OOC magari toglierà pure la fanfiction dal tuo archivietto perfetto, ma non avrà imparato un tubo marcio e continuerà a scrivere le k al posto delle c e a sbagliare congiuntivi e a immaginare i personaggi OOC. Il che essenzialmente è come nascondere un mucchio di spazzatura con un telo, che così mica si vede. Uguale.

Togli quel telo dalla mia faccia!

E poi di tutto: sì, hai ragione, quella fanfiction è scritta proprio male. Respira profondamente, conta fino a dieci, e decidi: 

1) ci tieni che l'autore migliori e impari a non sbagliare più i congiuntivi. Perfetto. Armati di pazienza e lasciagli una recensione costruttiva. Attenzione: recensione costruttiva non è sinonimo di merda spacciata per cioccolato.

Questa non è una recensione costruttiva:
Bellissima la tua fanfiction!!! C'è qualche errore qua e là, ma piccolo piccolo, tipo che passi dal presente al passato nella stessa frase, ma chi sono io per giudicarti? Nessuno è perfetto! Tanti baci e tanti saluti.
Questa è una recensione costruttiva:
La tua fanfiction non mi è piaciuta, perché purtroppo ci sono molti errori che impediscono al lettore di godersi la lettura. Sta' attenta alla punteggiatura: la virgola non separa mai il soggetto dal verbo di riferimento! E attenta anche alle "h": il verbo avere vuole l'acca, mentre la preposizione non la vuole (esempio: "Erica ha visto un bel film", "Andiamo a nuotare in piscina). 
Non dovete trattarli come ritardati. Potete spiegare benissimo cosa c'è che non va senza usare un tono supponente e senza dare implicitamente (o esplicitamente) all'autore dell'ignorante.

2) ci tieni che l'autore non sbagli più, ma non hai il tempo/la voglia di lasciare una recensione costruttiva approfondita. Non recensire. Non è difficile. Non è che a scrivere una recensione piccata prende meno tempo, eh. 

Oppure, terza opzione, che poi è anche un'altra notizia flash, quindi preparate le scialuppe e le stanze antipanico:

3) realizzi che forse forse non tutti scrivono per lo stesso motivo e andare a fare le pulci a uno sui congiuntivi sbagliati in una fyccina è come andare da un bambino a fargli notare che la merlatura del suo castello di sabbia non è esattamente simmetrica.


Prima di imbizzarrirvi come puledre pazze per quello che ho detto, cerchiamo di capirci. Io sono una grande fan dello scrivere e del parlare bene. Faccio la beta-reader con piacere e la editor free lance a tempo perso. Gestisco laboratori di scrittura creativa e quando scrivo qualcosa mi piace farlo al massimo delle mie capacità e bla bla bla. Mi rendo conto, però, che non tutti scrivono perché amano scrivere. Come ho già detto altrove, può darsi che uno scriva perché gli piace immaginare Naruto e Sasuke in spiaggia che si spalmano la crema solare sulle (s)palle. 

La fanfiction ha poco e niente a che fare con la letteratura. Ci sono le dovute eccezioni: c'è chi sogna di scrivere e scrive anche fanfiction, come c'è chi ama l'architettura e studia per diventare architetto e costruisce anche castelli di sabbia. C'è chi lo fa perché gli piace fare le cose per bene, chi lo fa perché così spera di esercitarsi e di migliorare, non lo metto in dubbio. Però c'è anche chi costruisce castelli di sabbia perché ha cinque minuti e un secchiello e una paletta e non ha nient'altro da fare - non può fare il bagno perché ha mangiato un panino con la porchetta due minuti fa. 

Può darsi, quindi, che anche se siete educatissimi e pacatissimi e lasciate una recensione costruttiva impeccabile, può darsi comunque che l'autore vi risponda "sì, grazie, un giorno lo farò vedere a un beta-reader" e poi non lo fa. Come un bambino con secchiello e paletta, di fronte al vostro giustissimo appunto "le finestre sono sproporzionate rispetto alla porta", farebbe spallucce e continuerebbe a scavare il suo fossato.  Capita.

Non esiste solo la grammatica. Se proprio proprio vogliamo fare quelli che si incazzano e ritengono le fanfiction un'espressione di elevata letteratura, allora dovremmo parlare di stile, di tecnica narrativa, di struttura... però, stranamente, i PdG fanno fuoco e fiamme solo per la grammatica. E io ho una teoria a riguardo.

Ammettiamolo

Secondo me, ai cosiddetti PdG piace fare la voce grossa con i niubbetti. È la loro kink. Gli piace fare quelli che hanno capito tutto solo perché hanno una grammatica a portata di mano e già alle medie sapevano che non si usa la k al posto della c. Gli piace fare quelli che "s'intendono di scrittura" e allora si appigliano a una delle poche cose (più o meno) certe della pratica della scrittura, la grammatica, e la applicano come il Vangelo, in maniera un po' ovina, ottusa, perché sì, perché è più facile gridare "allo stupro! orrore!" quando si tratta di virgole che quando si tratta di tecniche narrative.



Diciamoci la verità: lo so che, di solito, dietro a storie scritte con i piedi ci sono trame altrettanto esili e sforacchiate, ma personalmente, e sottolineo PERSONALMENTE, preferisco diecimila volte una storia interessante con qualche congiuntivo sbagliato piuttosto che una storia scritta in maniera impeccabile dal punto di vista grammaticale ma appassionante quanto il Circolo dell'Uncinetto di Sussummano di Sotto. 

La grammatica in un racconto non è tutto. È la superficie, è una conditio sine qua non (se scrivete una storia illeggibile, per quanto interessante, sai com'è, È ILLEGGIBILE), ma c'è anche dell'altro sotto. Gli scrittori questo lo sanno, lo sanno anche quelli che vorrebbero essere scrittori, mentre gli scriventi, le iene, quelli che si fanno forti delle proprie conoscenze per umiliare quelli che non le hanno, no. Non lo sanno. 

Quindi

Dite la verità. Ammettete che vi piace umiliare gli altri, che vi piace fare la voce grossa su internet e che vi piace farlo in nome della grammatica perché così vi sentite intoccabili. È comunque triste e inutile, ma almeno è onesto. Smettetela di farvi chiamare Paladine, Giustiziere, Cavaliere, Patrone, Matrone o quello che siete, e datevi l'etichetta che vi meritate, cioè BULLO. Almeno uno sa cosa aspettarsi.

Ho usato anch'io il tono da bullo, vediamo se così capiscono quanto è piacevole 

sabato 4 febbraio 2012

How to train your Mary Sue


Cara Kukiness,
mi chiamo Victor Frankestein e non ho un problema di cuore, visto che dal cimitero ne posso prendere quanti ne voglio, bensì di scrittura creativa. Vedi, ho scritto questa bellissima fanfiction di Harry Potter, dove alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts arriva una nuova e misteriosa studentessa: Brittany Balthazar Argentlam Rossi, che porta con sé un terribile segreto. Sono già al capitolo ventisette, ma ho ricevuto solo tre recensioni, di cui due di Igor, il mio fidato beta-reader gobbo. Io non capisco: perché nessuno ama la mia creatura? Lei è perfetta e ha un sacco di superpoteri e salva Harry Potter dalla morte per ben cinque volte. Perché non piace a nessuno? Cosa deve fare uno scienziato pazzo per far amare il suo OC?
Distinti saluti,
V. F.





Un aneddoto di vita vera per davvero prima di cominciare. Ciao, sono Kukiness e quando giocavo a Tomb Raider non vedevo l'ora di trovare una bella rupe alta-alta dalla quale, dopo aver salvato la partita, facevo buttare di sotto Lara Croft e la facevo schiantare al suolo proprio di faccia. SPLAT. Era bello perché urlava anche in maniera piuttosto sofferta, tipo AUUUAAAAARGH. Poi spegnevo, ricaricavo dall'ultimo salvataggio e via verso nuove avventure. 

Vi chiedete perché vi ho raccontato questo? (Per spaventarci a morte con i tuoi accenni di personalità multipla, Kuki?, diranno quelli che non hanno mai giocato a Tomb Raider) (No, tranquilli, c'è un perché a tutto) Perché oggi parleremo di Mary Sue e di perfezione molesta e soprattutto ci chiederemo perché le parole "Mary Sue" e "perfezione" vanno sempre a braccetto e se vale l'equivalenza inversa (Mary Sue = personaggio perfetto allora personaggio perfetto = Mary Sue). 

Quante fastidiose domande indirette! 

Lara, mentre ripassa i nomi degli imperatori romani e intanto fa qualcos'altro.

Mary Sue è un termine molto (stra ab)usato nel mondo delle fanfiction. Quando qualcuno vuol far capire che si intende un po' di scrittura e vuole pure fare la voce grossa con i niubbetti, due jolly tira di solito fuori dalla manica lisa per il troppo scrivere: "le storie con le kappa non si possono vedere!!! Stuprano la grammatica!!!" e "le storie con le Mary Sue non si possono vedere!!! Che sofferenza!!!". 

All'occhio dei meno esperti, l'uso del kappa al posto della c (vogliamo far vedere che ho studiato linguistica?, il grafema < k > al posto del grafema < c >  per il fonema /k/) è praticamente l'equivalente fanfiction dell'uccidere tua madre e poi impalarne la testa fuori dalla porta. Idem per le Mary Sue. Sopproblemi.

Fino alla kappa e alla ci, dai, ci arrivano tutti. Ma cosa sono queste Mary Sue? Visto che siamo persone di cultura per davvero, affidiamoci a quel pozzo di scienza che è Wikipedia:
[...] Nella maggior parte dei casi, "Mary Sue" è un personaggio monodimensionale, poco sviluppato, troppo potente e troppo perfetto per risultare simpatico ai lettori.
Il termine si può associare anche:

  • personaggi con caratteristiche particolarmente innaturali. Tra queste le più comuni sono occhi e capelli di colori inesistenti, poteri magici o abilità sovrumane (quando in contesto, poteri e abilità superiori a qualsiasi altro personaggio), oggetti o animali non realistici e/o un passato incredibilmente tragico.
  • personaggi dotati di fortuna incredibile, molto al di sopra di ogni realistica possibilità. Questa caratteristica si nota soprattutto nei plot romantici (Mary Sue alla fine riesce a trovare il suo uomo) e avventurosi (Mary Sue sa sempre cosa fare e vince ogni combattimento) e per quanto riguarda la popolarità (le persone "giuste" saranno sempre intorno a lei). Questo non riguarda coloro che dopo grandi fatiche "vivranno felici e contenti", ma proprio coloro che non affrontano nessun pericolo o quasi.
  • personaggi oggetto di ovvio favoritismo da parte dell'autore, che fornisce loro un ruolo molto preminente (tipico di una Mary Sue è il rubare continuamente la scena ai protagonisti "ufficiali", "canonici") e ne sottolinea ripetutamente i meriti, per bocca del narratore o degli altri personaggi della storia.


Apparentemente tutto sembra ruotare intorno alla perfezione e ai modi diversi in cui essa può essere espressa: straordinaria bellezza, straordinarie doti, straordinario background (possibilmente angst), straordinaria fortuna, straordinaria straordinarietà, con ghiaccio e limone. Apparentemente, quindi, basta evitare di inserire questo genere di dettagli nella storia e siamo salvi! Niente Mary Sue! Wikipedia saves the day again.

Ma è davvero così semplice?

Prendiamo come esempio la storia di questo tizio che conosco io, a cui non hanno sterminato solo la famiglia, non hanno sterminato solo il villaggio, non hanno sterminato solo la nazione, no, a questo tizio hanno sterminato tutto un pianeta (passato tragico), e finisce che lui è (quasi) l'unico sopravvissuto! Finisce sulla Terra e dai, almeno qui spacca di bbbrutto perché lui ci ha la super forza (ma super da sollevare un Boeing 747 con tanto di passeggeri e valige con una mano), ci ha il potere del volo, è invulnerabile, ci ha la vista a raggi ics e dei raggi che partono dagli occhi e distruggono le cose e il super udito e la voce super potente e un sacco di altre cose fighissime che se le elenco tutte non finisco più (poteri magici o abilità sovrumane (quando in contesto, poteri e abilità superiori a qualsiasi altro personaggio)). Non guasta poi che sia un gran bel vedere: alto, muscoloso, occhi azzurri, capelli neri, bel mascellone squadrato e sorriso da squeeek eccitati (bellezza straordinaria). Non solo! Lui è buono e tenero che si taglia con un grissino, dice sempre la verità, combatte per il bene e risparmia i nemici fetenti quando li sconfigge anche se loro sono stati proprio fetenti tipo che hanno rubato il plutonio radioattivo per costruirci una superbomba con cui minacciare la Terra e gli hanno pure quasi ucciso la ragazza nel frattempo (bello dentro e fuori). Ovviamente quando combatte contro i nemici fetenti, in qualche modo deve pure cavarsela: non viene mai ucciso lì su due piedi, viene sempre  prima intrappolato in complicati marchingegni che, sì, saranno pure fatti bene, ma ci mettono tipo tre quarti d'ora abbondanti a cominciare a ucciderti, quindi con un po' di cervello e un pizzico di fortuna riesci a liberarti (botte di culo a go-go).

I più scafati di voi avranno già capito di chi sto parlando, tipo alla riga tre, ma per quelli che ancora non hanno capito, un indizio:


Superman è quindi una Mary Sue? Ha tutti, e dico tutti, i sintomi della perfezione. Perché allora Superman - nei limiti dei gusti personali - ci piace e Brittany Balthazar Argentlam Rossi ci irrita? Qual è il confine della perfezione accettabile?

Caratterizzazione

Il problema quindi non è la "perfezione" o "l'essere straordinari", ma la perfezione e l'essere straordinari quando sono caratterizzati male. Praticamente tutti i protagonisti dei romanzi di genere sono straordinari almeno un po', o succedono loro cose straordinarie, altrimenti avremmo racconti tipo Una tizia al supermercato (colpo di scena!, la commessa non c'ha più euri per dare il resto). 

A pagina tre viene presentato l'acerrimo nemico: la vezza che paga in spicci da un centesimo!
Esistono molti tipi di personaggi caratterizzati male. Ci può essere la spalla comica che non fa ridere, il protagonista insulso, l'oggetto d'amore che non si capisce perché piaccia tanto (Twilight anyone?)... Diciamo che la Mary Sue è un sottogenere del personaggio caratterizzato male, cioè il personaggio caratterizzato da una perfezione distorta o male rappresentata. Un personaggio può essere perfetto e/o straordinario, ma la sua perfezione deve trovare solide basi di caratterizzazione, altrimenti scatta il fastidio.

Contraddizioni

Spesso le fanwriter, credendo che basti "attenuare" la perfezione del proprio personaggio per renderlo meno Mary Sue (cadendo quindi nell'errore "perfezione = Mary Sue"), ricorrono alla tecnica dell'antitesi, e a descrizioni tipo: "Brittany era di carattere schivo e taciturno, ma molto amichevole con chi riteneva degno della sua fiducia. Brittany non credeva nell'amore, ma quando si innamorava, amava davvero". Maliziosa ma innocente, vivace ma pantofolaia, scherzosa ma seria, alta ma bassa, magra ma grassa. Le contraddizioni sono una delle caratteristiche più esilaranti delle Mary Sue. Ma chiediamoci ancora: contraddizione = Mary Sue?

L'essere umano è una creatura contradditoria per natura. Ci adattiamo alle situazioni un po' per spirito di sopravvivenza un po' perché, crescendo, impariamo con l'esperienza. Ogni essere umano ha in sé luci e ombre. Faccio un esempio tratto da un telefilm che mi ha presa molto, Boardwalk Empire, della CBS. Uno dei personaggi, di nome Nelson Van Alden, è un poliziotto federale per il controllo del proibizionismo, incaricato di indagare a Capital City. È un personaggio molto complesso, completamente votato al suo lavoro, dall'animo violento ma al contempo religiosissimo. Da una parte, scrive alla moglie lettere da dettato delle scuole elementari (Cara moglie, spero che questa lettera ti trovi in buona salute e di buon umore. Ricordati di far scorrere l'acqua dai rubinetti di tanto in tanto, perché la stagione fredda si avvicina e c'è il rischio che le tubature gelino. Con amore, Nelson), dall'altra ruba un nastro per capelli a una ragazza, se lo tiene in tasca, lo annusa voglioso in camera sua e si fustiga con una cintura per punirsi.

Le vie del Signore sono infinite...
Un personaggio a tutto tondo comporta delle contraddizioni. Nella vita non è tutto o bianco o nero. Capiterà spesso che il vostro personaggio debba mettersi in discussione. Un Cavaliere il cui ordine è votato alla caccia alle streghe, ad esempio, potrebbe scoprire che i maghi e le streghe non sono gli esseri malvagi che gli sono stati dipinti in anni di addestramento. Una persona onesta e fondamentalmente buona potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover fare qualcosa di orribile: in Heavy Rain, ad esempio, a un padre di famiglia a cui hanno rapito il figlio verrà chiesto di uccidere una persona per poter rivedere vivo il proprio bambino (È curioso che abbia citato due videogiochi e un telefilm in un articolo che in teoria dovrebbe parlare di caratterizzazione letteraria). E qui si può aprire un'altra parentesi.


Da te non me lo aspettavo!


Un personaggio ben caratterizzato è come il tuo migliore amico: sai cosa aspettarti da lui in determinate situazioni. Attenti bene benissimo! Questo NON VUOL DIRE che il vostro personaggio sia banale! Distinguiamo bene bene bene la prevedibilità negativa da quella positiva.






Cliché (prevedibilità negativa). Lo scrittore presenta un personaggio stereotipato, ad esempio il classico cattivo alla James Bond. Lo sappiamo tutti che prima di sparare in fronte al nostro protagonista si metterà a fare uno spiegone sul proprio piano e sui perché e i percome sia diventato un genio del male.


Caratterizzazione (prevedibilità positiva). Lo scrittore presenta un personaggio caratterizzato, ad esempio, come irascibile e sanguigno. Il lettore impara a conoscerlo come tale, perciò quando succede, ad esempio, che un altro personaggio cerca di attaccare briga con lui, il lettore si aspetta che il protagonista reagisca in un certo modo, cioè buttandosi allegramente nella mischia. Un protagonista riservato e schivo, invece, avrebbe una reazione del tutto diversa. Questo si chiama orizzonte d'attesa del lettore e il fatto che il lettore abbia imparato a conoscere il vostro personaggio tanto da intuire quali saranno le sue reazioni a una data provocazione è solo un bene!


Potete anche divertirvi a spiazzarlo (e qui torniamo al discorso delle contraddizioni). Il vostro protagonista irascibile viene provocato da un altro personaggio che vuole fare a botte. Il vostro personaggio reagisce pacatamente e si rifiuta di combattere. Il lettore è spiazzato, non se lo aspettava. Perché ha reagito così? Cosa c'è dietro a un comportamento del genere? Il lettore è incuriosito e vuole proseguire per scoprire cosa sta succedendo.


(N.B. Ovviamente non vale usare il trucchetto dello straniamento a meno di ottime ragioni. Dovete creare curiosità, NON confusione)


Un'altro trucchetto efficace è quello del contrasto. Si presenta alla porta un uomo vestito di bianco, ben pettinato, rasato, con un sorriso amichevole e dai modi cortesi. Si scopre essere un tizio metodico, che ci tiene ad avere il sottobicchiere sul tavolino da caffè e che è appassionato di Harmony da edicola. Si dà il caso che sia anche un killer prezzolato della mafia, famoso per i suoi omicidi cruenti...


La banalità del male
Conflitto

Il motore che fa muovere i nostri personaggi è il desiderio. C'è chi desidera trovare una persona da amare, c'è chi desidera sopravvivere, chi desidera ritrovare se stesso, chi desidera comprarsi una merendina al cioccolato. Anche il desiderio apparentemente più debole e più banale può accendere la scintilla che fa muovere (o non muovere, e nell'immobilità c'è movimento) il personaggio. Il problema è che il desiderio da solo non basta a fare un buon racconto. C'è poca carne al fuoco in una storia dove Tizio ama Sempronia, le chiede di sposarlo e si sposano, fine. Allora abbiamo bisogno di qualcosa che si metta in mezzo tra il protagonista e la soddisfazione del suo desiderio, cioè un ostacolo (il principe ama la principessa, ma la principessa è chiusa in una torre sorvegliata da un drago). Il conflitto è la strada che il personaggio sceglie/che è costretto a scegliere per superare l'ostacolo. Il conflitto da una parte è ciò che rende interessante il racconto, dall'altra però è anche ciò che complica lo svolgimento della trama. Ad esempio: il principe deve raggiungere la principessa, MA c'è il drago davanti al cancello. Che può fare il protagonista per risolvere la situazione? E qui casca la Mary Sue.


A volte uno desidera diventare ricco e si impegna per diventarlo ma poi c'è la polizia.
Uno dei motivi che secondo me si trova alla base dell'amore per le contraddizioni è appunto l'incapacità di gestire un conflitto. Prendiamo uno schema romantico, alla base di una storia d'amore: Harry Potter si innamora di Brittany B. A. Rossi (desiderio) ma la nostra signorina Rossi è - ta-daan - incapace di provare sentimenti (ostacolo). La nostra autrice è in difficoltà. Come si fa ad arrivare alle scene uhmma uhmma, se la Brittany è una specie di pezzo di ghiaccio? Beh, basta dire che Brittany, sì, è una persona fredda, ma quando vuole è molto passionale. E con Harry naturalmente vuole! Problema risolto!


Un'altra conseguenza dell'incapacità di gestire il conflitto è la tendenza a scadere nella facilonata e/o nel deus ex machina, dando così l'impressione al lettore che a Brittany non ne vada male una. Il lettore medio può accettare una certa dose di botte di culo. D'altra parte, se fossimo nella vita vera per davvero, il protagonista medio dei romanzi di genere morirebbe dalle dieci alle quindici volte per libro. Diciamo che, in un certo senso, vale la teoria del "deve tirare a campare". Se il protagonista mi crepa a pagina otto perché cade in una trappola tesa dagli orchetti che se lo mangiano per colazione, sai un po', succede che il libro finisce. Tuttavia c'è modo e modo di tirare a campare.


Okay, grandioso. E allora come faccio a caratterizzare il mio OC pieno di contraddizioni e praticamente perfetto in tutto senza risultare fastidioso?


Se ci fosse una ricetta, saremmo tutti Mary Poppins, e non Mary Sue. Posso darvi però qualche dritta.


1) Show, don't tell, 'mostrare, non raccontare'. Dire che il vostro personaggio è coraggioso, bello, simpatico e intelligente, brillante ma modesto, attivo ma pantofolaio ecc. ecc. non vuol dire niente finché non lo mostrare. Evitate aggettivi vuoti come "coraggioso" e "bello" e "simpatico" e fate vedere perché il vostro personaggio è coraggioso, bello e simpatico. Mostrare invece di raccontare porta un sacco di vantaggi: il vostro personaggio guadagnerà in concretezza, e quindi anche in credibilità. Poi, oh, non è detto che anche a quel punto il lettore debba trovarlo simpatico. Non è detto che ciò che voi trovate divertente lo sia anche per il lettore, ma dovete correre il rischio e mostrare cosa intendete per simpatico, bello, divertente, intelligente, arguto ecc. ecc. Se poi il lettore non è d'accordo, amen. Sempre meglio che irritarlo a morte con pagine e pagine di aggettivi vuoti.


2) La perfezione ti fa venire voglia di gettare Lara Croft giù dalla rupe. Scegliete con attenzione i dettagli straordinari con cui volete pompare il vostro personaggio (Pimp My Mary Sue). Il fatto che Superman voli, ad esempio, ha una certa importanza per la trama, così come ce l'ha il fatto che sia l'ultimo della sua specie. Se avesse gli occhi viola, farebbe qualche differenza? È proprio fondamentale che il vostro personaggio parli serpentese come Harry o serve solo per far prendere male Draco in una scena e per fargli capire che "ehi, guarda che io non sono come tutti gli altri, io ce l'ho per l'altro verso"?


3) Non...


Oh, al diavolo. 

Ho una mia personale teoria sulle Mary Sue. Secondo me, sono il grado 0 del fangirlismo. Cosa c'è di più puro, di più sinceramente appassionato, del desiderare di avere una proiezione di te stesso (ovviamente migliorata) nel contesto di un libro che ti è piaciuto? E magari una bella storia d'amore con il tuo personaggio preferito? E allora le storie romantiche "tipo" cominciano tutte nello stesso modo: la Emmesse appare dal nulla (una nuova studentessa a Hogwarts, una piratessa senza inibizioni sulla nave di Jack Sparrow, la terza ultima Sayan rimasta nell'universo) e ha una misteriosa missione, o tremendamente buona (l'unica in grado di aiutare Frodo a portare l'Anello, l'unica capace di uccidere Voldemort) o tremendamente cattiva (l'arma segreta dei Mangiamorte, l'esperimento di Lex Lutor, la reincarnazione della Dea della Guerra). Tutti i personaggi si innamorano di lei, ma solo Uno riuscirà a fare breccia nel suo cuore. Dopo una serie di scene epiche slegate tra loro (tensione sessuale a mille tra lei e il Capitano Kirk, lei che sconfigge Draco a Quidditch mostrando a tutti il proprio valore, lei che salva la vita ad Aragorn finendo ferita), lei e il protagonista preferito dell'autrice di solito pomiciano allegramente e si giurano eterno amore.
Finita la pioggia Licia si incontra e si scontra con Piton e cosìììì...

Questo era ed è ancora spesso ritenuto il punto più basso del fanwriting. Se scrivi di una Mary Sue, allora sei  uno sfigato, una ficcynara, una ragazzina patetica di dodici anni. Non hai il diritto di fare self-inserction, non hai il diritto di fantasticare sui tuoi personaggi preferiti, e ommioddio non puoi far separare Harry e Ginny per la tua Mary Sue perché NON È CANON. E allora la gente va a caccia di Mary Sue.

Cosa succede oggi? Che di Mary Sue non si parla più. Non sono scomparse, l'argomento viene tirato fuori di tanto in tanto. "Che pena le Mary Sue, che schifo, cosa odiate di più in una fanfiction? le Mary Sue!!! Anch'io!" e cose così. Anzi, ci sono persone che "ammettono" di aver fatto degli "errori" di gioventù, gente che rinnega le proprie creature, persone che scrivono saggi (!!!) su come evitare le Mary Sue (tipo io!). Quindi, lentamente, a poco a poco, le Mary Sue sono state in un certo senso "spurgate". Non sono più la piaga del fandom. Non dico che siano sparite. Sono più sottili, anche perché "Mary Sue" spesso viene confuso con "Original Character fastidioso" (e invece OC fastidioso non è uguale a Mary Sue).

La moda del momento sembra essersi orientata su fantasie diverse. Se prima la fantasia era "IO... cioè, voglio dire, Elettra Camelia Gioconda Power Crystal Raven arriva a Hogwarts, mette a tacere Piton e fa innamorare di sé Harry Potter che la porta al Ballo del Ceppo e insieme sconfiggiamo... sconfiggono Voldemort" oggi è "Edward rapisce Bella, la chiude in cantina, la stupra ripetutamente ma lei è contenta."

Ora mi chiedo: perché? Cioè, riesco a concepire il senso di una fantasia tipo "Harry Potter si innamora di me". Non riesco invece proprio a comprendere il motivo per cui dovrebbe essere soddisfacente, rassicurante e appagante immaginare un uomo che sevizia una donna. Un rapitore, uno stupratore, un drogato che non riesce a uscirne, un festaiolo impenitente e puttaniere... dov'è il fascino in questi personaggi? Anzi, non nei personaggi, ma nelle loro azioni. Non è neanche un fetish. Non è "uuuh, mi piace il sesso violento e cattivo". No. È più un "Edward rapisce e stupra Bella random ma in fondo è buono e lei lo capisce e lo accetta." WTF. Dove sono le fantasie di una volta? Dove sono le dodicenni che immaginavano di fare la magie con Harry Potter? Mi andrebbe bene anche il matrimonio sfarzoso con Edward Cullen, per carità, ma... qualcuno mi spiega, per favore, perché lo stupro? perché la violenza? perché la vita da malavitoso? e perché questi personaggi sottomessi che pensano "ah, mi sta baciando contro la mia volontà, però è dolce e tenero e mi sta tenendo la testa perché sa che a me piace essere toccata così, quindi è bello".

Non è mica solo una roba di Twilight, neh!
Quindi, riassumendo: no, le Mary Sue non sono il vero problema del fandom; sono semplicemente il risalutato di un processo mentale diverso. Mi spiego meglio: c'è chi scrive perché ama scrivere e perché ci tiene a fare un lavoro come si deve, e allora spende il proprio tempo libero a cercare di caratterizzare al meglio il proprio OC, e c'è chi invece scrive perché sogna di sposarsi Harry Potter e wow che figo sarebbe se fossi una maghetta anch'io che va a uccidere Voldemort. 


Se già vi siete posti il problema della caratterizzazione, congratulazioni!, il vostro OC ha le carte in regola per non essere una Mary Sue! (il che non vuol dire che automaticamente sia un bel personaggio, ma è già un passo avanti)


Se il problema non ve lo siete posto e non state leggendo questo articolo bla bla bla puzzate ah ah ah (tanto non lo state leggendo). No, scherzi a parte, se il problema per voi non si pone, se tutto ciò che desiderate è mettere per iscritto una vostra fantasia che comprende voi con un occhio viola e uno verde mano per la mano con Harry Potter, sapete cosa vi dico? Avete la mia benedizione. Divertitevi, scrivete e fate tanti pargoletti con Harry con un occhio verde e uno giallo e i capelli viola e chiamateli pure Fanfaronius II. 


Per tutti gli altri, voi che l'articolo l'avete letto con il cuore in gola perché "ommioddio, adesso salta fuori che ho scritto una Mary Sue", se vi interessa l'argomento "caratterizzazione di personaggi originali e non" stay tuned! Arriveranno altri articoli.


Ora scusatemi, ma mio marito Ian e i nostri figli Precious e  Goldy vogliono fare una partita a Uno.
Tesoro, un momento, finisco di scrivere l'articolo e arrivo!