Visualizzazione post con etichetta cacca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cacca. Mostra tutti i post

domenica 4 novembre 2012

Lo Stronzario n°3: Scream (chi legge muore)


Oggi mi sento ganza. Mi sento proprio una gran bona. Sarà che sono soddisfatta di una shot inutile che ho scritto, sarà che ho comprato un cuscino divinamente bello, sarà che ho finalmente dormito per più di cinque ore consecutive. Comunque sia, oggi sento di avere abbastanza autostima per parlare di un problema che, siamo onesti e modesti, non mi tocca neanche così tanto da vicino.
Per appropinquarci al dunque, parliamo intanto di introduzioni. Voi superate, mettiamo, lo scoglio spesso insormontabile della presentazione – ma già ne abbiamo accennato, giusto? - e aprite una fanfiction a rischio della vostra incolumità. Qui, prima dell’inizio della storia vera e propria, l’autore/ice ha speso qualche riga per introdurre la sua opera. Riga che a volte, nella fattispecie, assomiglia pericolosamente a quanto segue: “Ecco la mia storia, può darsi che ci siano errori perché non ho avuto tempo/voglia/cazzi di correggere.”
Questa roba qui è il moderno “apriti sesamo” del ficmondo. È la formula magica che dà via libera a qualunque porcheria possiate concepire, anzi, probabilmente alcune non le potete concepire proprio e resterete lì, sbigottiti, cercando di decifrare aberrazioni che voi umani non potete neanche immaginare con la stessa faccia sconcertata che doveva avere Belzoni quando si imbatté nella Stele di Paser con i suoi geroglifici a parole crociate.

venerdì 19 ottobre 2012

Spesso




Ti capita mai di iniziare a leggere una fanfiction e fare tipo










thanks tumblr.

venerdì 10 febbraio 2012

Dagli al niubbo II - L'Impero colpisce ancora

Tanto tempo fa, in un archivio di fanfiction lontano lontano...


[1] Immaginate di trovarvi sulla spiaggia. C'è un bambino sul bagnasciuga che gioca col secchiello e la paletta, per costruire un bel castello di sabbia. Arriva un bambino più grande, guarda l'embrione di castello di sabbia che potrebbe essere anche una torta e PAM PAM PAM lo riduce in poltiglia saltandoci sopra. Guarda con odio  il bambino in lacrime e gli sibila "Tu questo lo chiami castello? Scommetto che quando dico 'merlo' tu capisci 'uccello'! Ah! Tu insozzi la categoria degli architetti!" E se ne va tutto orgoglioso di sé.

[2] Immaginate di aver accompagnato vostra nonna al Club dell'Uncinetto. La presidentessa guarda le presine da forno rosa sferruzzate dalla vostra nonnina la settimana prima. Le squadra con sufficienza e PAM PAM PAM le sbatte per terra e ci salta sopra con disprezzo. "Signora Lulli, le sembrano presine queste? Ha chiaramente saltato due punti e questa è più larga da un lato! Una schifezza! Non le farei usare nemmeno al mio cane! Si vergogni!"

L'uncinetto non è roba da signorine
Trovate le differenze:

immaginate di essere uno scrittore di fanfiction. Avete pubblicato una one-shot sulla vostra coppia preferita e state aspettando trepidanti una recensione. Gioia e tripudio, eccone una! La aprite per leggerla e PAM PAM PAM "Mh, cosa vedono le mie fosche pupille? 'A mangiato una mela', senz'acca??? Immagino che tu provenga del Regno dove l'acca davanti alla terza persona singolare del presente del verbo avere non si mette, meglio conosciuto come Ignorantolandia. Oserei dire che sei il Re del Regno degli Ignoranti, dato che qui ho visto anche un congiuntivo sbagliato e, ommioddio, qualcuno mi sciolga gli occhi con dell'acido: è un 'ke' al posto del 'che' quello che vedo lì? Ommiddio!"

Trovate. Le. Cazzo. Di. Differenze.

Sì, mio caro Recensore Rabbioso o Nazista Della Grammatica che dir si voglia. Quando lasci recensioni del genere, è esattamente così che sembri...


... un bulletto prepotente che distrugge i castelli di sabbia degli altri bambini. Wow! Quanto sei figo! Hai fatto brutto a dei ragazzini di tredici anni! Incredibile! Che coraggio!

I Paladini della Grammatica


Io giuro, giuro, GIURO che tutte le volte che leggo il sintagma "paladino della grammatica" mi viene voglia di mettermi a urlare. Paladino e dintorni, eh, perché anche quelli che si fanno chiamare "cavaliere, vendicatore, giustiziere, mia nonna in carriola DELLA GRAMMATICA" mi fanno venire giusto giusto su la bile e giù le braccia.

Ora. Parliamone. Lo so che sconvolgerò i più e atterrirò i meno, ma devo dirlo. Notiziona flash: le fanfiction stanno alla letteratura come i castelli di sabbia all'architettura. INCREDIBILE MA VERO.

NOOOOOOOOOooooo
EBBENE SÌ. Nascondete i bambini, mettete in cantina gli anziani, nell'armadio gli amanti e ingabbiate gli animali. Fare i "paladini della grammatica" andando a commentare in maniera sarcastica e feroce delle cazzo di fanfiction è esattamente come andare a fare pipì sui castelli di sabbia dei bambini al mare IN NOME DELL'ARCHITETTURA. Utile quanto lavare la macchina mentre piove e intelligente quanto usare il sapone intimo per lavarsi i denti. 

Ma vediamo di procedere con ordine. Chi sono questi Paladini della Grammatica? Perché la vostra Kukiness sta spruzzando bile tutt'intorno come neanche la bambina dell'Esorcista? C'entrano Orlando e Carlo Magno? SPIEGHIAMOCELO.

Cose che ho imparato guardando nell'Internet

Gli autoproclamatisi (va' che parolone) Paladini della Grammatica sono scrittori di fanfiction che vanno in giro per archivi e forum a rompere le palle a recensire in maniera sarcastica e feroce le peggio fanfiction (che loro definiscono fyccine e ci dovrei pure scrivere un articolo sulla sottile differenza tra fanfiction e fyccina ma non c'ho lo sbatti) che capita loro di incrociare mentre navigano bel belli. Io dico "capita di incrociare", ma voi dovete leggere "fyccine che vanno a cercarsi con il lanternino", perché i Paladini della Grammatica (da qui in avanti PdG perché sono stufa di mettermi a gridare tutte le volte che lo scrivo) provano un gusto sadico nel rimestare nel torbido e poi andare a fare a brandelli tutto quello che trovano. A volte si fanno chiamare PdG, altre volte con altri ameni soprannomi del genere, ma capita anche che non si affibbino nessuna etichetta in particolare.

I PdG sono una particolarissima categoria di lettori e di recensori. Si muovono in branco, come le iene, e vanno a prendersi gli gnu malaticci, quelli che non riescono a scappare, e li trascinano in mezzo al branco ancora mezzi vivi, perché sennò non c'è gusto. 

Espressioni intelligenti e rassicuranti
Lo gnu malaticcio è, ovviamente, la fyccina che dopo tanto rimestare hanno trovato da sbranare. Non agiscono da soli, prima gettano la carcassa nella polvere e se ne stanno un po' lì a ridere istericamente tra loro. 
"Oddio, hai visto che roba? Com'è malaticcio questo gnu. Hai visto che gambe storte? E come puzza. E il pelo? Che schifo questo pelo tutto incrostato di polvere. Ehi, correte, venite a vedere questo gnu schifoso e puzzolente, venite a insultarlo anche voi!"
"Mamma mia, sì, che schifo." *stuzzica con bastoncino* "Non vedevo una roba così dai tempi dell'ultima carcassa di montone pestifero che ci hai portato."
"Anche a me fa schifo!"
"Anche a me!"
"A me pure! Vergogna! DIsgusto! Fai schifo, gnu!"
E se ne stanno lì, a bearsi del fatto che loro i congiuntivi sì che li conoscono, e loro mai e poi mai metterebbero una kappa al posto della c, giammai!, che vergogna! Dopo aver insultato lo gnu per un po', alzando la posta magari citando altri gnu schifidi, una delle iene decide che basta!, non si può più vedere!, non si può lasciare quello gnu a insozzare la Savana (detta anche Fandom). E allora giù di recensioni, perché sì, perché è così che si fa, sono cose che non si possono tollerare e si devono EPURARE COL FUOCO.

Nessuno si aspetta l'Inquisizione Spagnola!
Cercherò di scrivere questa recensione in modo che tu la capisca, ok? Tu e il tuo cervellino da bimbominkia che ti ritrovi. Hai presente quella "a", lì, tutta sola, che hai messo vicino a "mangiato" nella frase "a mangiato una mela"? Ecco, lo so, è molto difficile da capire, ma prima della "a" ci vuole una "h". Sto andando troppo veloce per te? Rallentiamo?
Io voglio sperare che tu non abbia più di dieci anni o che tu sia straniera, perché queste cose sono inconcepibili. Ah, no, aspetta, magari sei Benjamin Button e più invecchi più il tuo cervello regredisce. Solo questo spiegherebbe lo sfacelo di tempi verbali che ho trovato nella tua storia, se "storia" si può definire questo obbrobrio.
Cioè, scusa, ma abbiamo letto lo stesso libro? Draco che sta con Hermione? Ah, magari tu hai letto solo la versione di Geronimo Stilton - perché almeno Geronimo Stilton lo hai letto, vero?, o guardavi solo le figure? - no, perché nella versione che ho letto io Draco diciamo che un pochino odia i Mezzosangue? Ma giusto un filo, eh, non preoccuparti. Ah, e sempre nel libro che ho letto io si dice "Hogwarts", non "Hogwart". Ma tanto non è importante, no? I nomi delle cose, riguardarsi i libri... no, eh?
Potrei andare avanti all'infinito, ma non voglio.

Ma io lo faccio per il loro bene

I PdG hanno questo strano concetto di "recensione negativa": "Ma no, vedi, io umilio pubblicamente l'autore, lo derido con i miei amichetti su Facebook, lo insulto e lo inserisco nella lista delle cento fanfiction peggiori della storia PER FARLO MIGLIORARE". 

Fa più male a me che a te

Io li chiamo PdG "Cuore d'Oro". Loro lo fanno con intento pedagogico, capite? La loro missione è andare a cercare le fyccine brutte brutte brutte in modo assurdo per gettare ai poveri autori digiuni di grammatica un po' di briciole del loro sapere. Altra notizia flash

(e mi piacerebbe che a questo punto tratteneste tutti il fiato, il pianista smettesse di suonare, i giocatori di poker facessero cadere le carte e il barista mettesse mano al calcio del fucile sotto il bancone perché non si sa mai)

c'è una grande, grandissima, immensa, ABISSALE differenza tra lasciare una critica costruttiva e mettere qualcuno alla berlina.

Se il vostro intento è insegnare qualcosa a qualcuno, dovete mettervi nell'ordine di idee che dandogli - esplicitamente o implicitamente - dell'idiota/dell'ignorante/del deficiente/del ritardato/ecc. ecc. può darsi, e dico può darsi, che l'oggetto della vostra critica, invece di assimilare l'informazione e di imparare, 1) si offenda o 2) si dispiaccia e si senta umiliato e per questo cancella la storia e/o smette di scrivere. E non impari niente.

Mettetevi nei panni di questi autori CINQUE MALEDETTISSIMI MINUTI. Non lo fanno apposta. Sì, esistono i troll che scrivono fanfiction orride apposta giusto per vedervi imbizzarriti come puledre pazze (sì, lo fanno proprio per voi PdG,  mica per me che me ne sbatto altamente), ma io sto parlando di quelli in buona fede, di quelli che scrivono così perché sanno scrivere solo così. Non è un compito in classe, non è il loro lavoro, non è un saggio da pubblicare, è solo una fanfiction. Si sono messi lì cinque minuti, hanno scritto una paginetta senza rileggere, si sono divertiti un mondo e hanno pubblicato, così, perché sì, perché è il loro hobby. Secondo voi, vedersi dare degli idioti e dei ritardati perché hanno sbagliato un congiuntivo li aiuta davvero a imparare a inserire i congiuntivi? 

Se un tizio per strada vi gridasse "Abbrutta vacca! Guarda che blu e marrone fa il cafone, che cazzo di accostamento cromatico hai scelto di indossare? Sei daltonica? Scema di merda! Se non ti sai vestire, non uscire!" vi aiuterebbe a migliorare il vostro senso estetico? Magari il tizio c'ha ragione e avete scelto un abbinamento di colori davvero sbagliato, ma ONESTAMENTE dopo esservelo sentito dire così vi mettereste una mano sulla coscienza e direste tra voi e voi "Caspita, quel burbero sconosciuto ha ragione! Ho sbagliato! D'ora in poi farò più attenzione a ciò che indosso! Grazie, burbero sconosciuto, mi hai fatta diventare grande."

DAVVERO?


Ma io mica li ho insultati! Non ho usato parolacce, io

Ebbeh, certo, perché sono solo le parolacce che insultano le persone, no? Bravo, giusto.

Sì, ma quella fyccina è proprio brutta brutta brutta in modo assurdo, è mostruosa, è uno stupro alla grammatica!

Allora, prima di tutto: stupro alla grammatica checcosa? Quale parte di "scrivere fanfiction non è fare letteratura" non hai capito? Il non, immagino. Beh, ripetiamolo. Scrivere fanfiction non è fare letteratura. "Epurare" il fandom dalle fyccine non è un passo in avanti verso la lingua perfetta. Vogliamo anche spiegare perché? PERCHÉ, mio caro PdG, perché il tizio che ha scritto la fyccina immonda con tutte le c trasformate in k e con i congiuntivi sbagliati e i personaggi OOC magari toglierà pure la fanfiction dal tuo archivietto perfetto, ma non avrà imparato un tubo marcio e continuerà a scrivere le k al posto delle c e a sbagliare congiuntivi e a immaginare i personaggi OOC. Il che essenzialmente è come nascondere un mucchio di spazzatura con un telo, che così mica si vede. Uguale.

Togli quel telo dalla mia faccia!

E poi di tutto: sì, hai ragione, quella fanfiction è scritta proprio male. Respira profondamente, conta fino a dieci, e decidi: 

1) ci tieni che l'autore migliori e impari a non sbagliare più i congiuntivi. Perfetto. Armati di pazienza e lasciagli una recensione costruttiva. Attenzione: recensione costruttiva non è sinonimo di merda spacciata per cioccolato.

Questa non è una recensione costruttiva:
Bellissima la tua fanfiction!!! C'è qualche errore qua e là, ma piccolo piccolo, tipo che passi dal presente al passato nella stessa frase, ma chi sono io per giudicarti? Nessuno è perfetto! Tanti baci e tanti saluti.
Questa è una recensione costruttiva:
La tua fanfiction non mi è piaciuta, perché purtroppo ci sono molti errori che impediscono al lettore di godersi la lettura. Sta' attenta alla punteggiatura: la virgola non separa mai il soggetto dal verbo di riferimento! E attenta anche alle "h": il verbo avere vuole l'acca, mentre la preposizione non la vuole (esempio: "Erica ha visto un bel film", "Andiamo a nuotare in piscina). 
Non dovete trattarli come ritardati. Potete spiegare benissimo cosa c'è che non va senza usare un tono supponente e senza dare implicitamente (o esplicitamente) all'autore dell'ignorante.

2) ci tieni che l'autore non sbagli più, ma non hai il tempo/la voglia di lasciare una recensione costruttiva approfondita. Non recensire. Non è difficile. Non è che a scrivere una recensione piccata prende meno tempo, eh. 

Oppure, terza opzione, che poi è anche un'altra notizia flash, quindi preparate le scialuppe e le stanze antipanico:

3) realizzi che forse forse non tutti scrivono per lo stesso motivo e andare a fare le pulci a uno sui congiuntivi sbagliati in una fyccina è come andare da un bambino a fargli notare che la merlatura del suo castello di sabbia non è esattamente simmetrica.


Prima di imbizzarrirvi come puledre pazze per quello che ho detto, cerchiamo di capirci. Io sono una grande fan dello scrivere e del parlare bene. Faccio la beta-reader con piacere e la editor free lance a tempo perso. Gestisco laboratori di scrittura creativa e quando scrivo qualcosa mi piace farlo al massimo delle mie capacità e bla bla bla. Mi rendo conto, però, che non tutti scrivono perché amano scrivere. Come ho già detto altrove, può darsi che uno scriva perché gli piace immaginare Naruto e Sasuke in spiaggia che si spalmano la crema solare sulle (s)palle. 

La fanfiction ha poco e niente a che fare con la letteratura. Ci sono le dovute eccezioni: c'è chi sogna di scrivere e scrive anche fanfiction, come c'è chi ama l'architettura e studia per diventare architetto e costruisce anche castelli di sabbia. C'è chi lo fa perché gli piace fare le cose per bene, chi lo fa perché così spera di esercitarsi e di migliorare, non lo metto in dubbio. Però c'è anche chi costruisce castelli di sabbia perché ha cinque minuti e un secchiello e una paletta e non ha nient'altro da fare - non può fare il bagno perché ha mangiato un panino con la porchetta due minuti fa. 

Può darsi, quindi, che anche se siete educatissimi e pacatissimi e lasciate una recensione costruttiva impeccabile, può darsi comunque che l'autore vi risponda "sì, grazie, un giorno lo farò vedere a un beta-reader" e poi non lo fa. Come un bambino con secchiello e paletta, di fronte al vostro giustissimo appunto "le finestre sono sproporzionate rispetto alla porta", farebbe spallucce e continuerebbe a scavare il suo fossato.  Capita.

Non esiste solo la grammatica. Se proprio proprio vogliamo fare quelli che si incazzano e ritengono le fanfiction un'espressione di elevata letteratura, allora dovremmo parlare di stile, di tecnica narrativa, di struttura... però, stranamente, i PdG fanno fuoco e fiamme solo per la grammatica. E io ho una teoria a riguardo.

Ammettiamolo

Secondo me, ai cosiddetti PdG piace fare la voce grossa con i niubbetti. È la loro kink. Gli piace fare quelli che hanno capito tutto solo perché hanno una grammatica a portata di mano e già alle medie sapevano che non si usa la k al posto della c. Gli piace fare quelli che "s'intendono di scrittura" e allora si appigliano a una delle poche cose (più o meno) certe della pratica della scrittura, la grammatica, e la applicano come il Vangelo, in maniera un po' ovina, ottusa, perché sì, perché è più facile gridare "allo stupro! orrore!" quando si tratta di virgole che quando si tratta di tecniche narrative.



Diciamoci la verità: lo so che, di solito, dietro a storie scritte con i piedi ci sono trame altrettanto esili e sforacchiate, ma personalmente, e sottolineo PERSONALMENTE, preferisco diecimila volte una storia interessante con qualche congiuntivo sbagliato piuttosto che una storia scritta in maniera impeccabile dal punto di vista grammaticale ma appassionante quanto il Circolo dell'Uncinetto di Sussummano di Sotto. 

La grammatica in un racconto non è tutto. È la superficie, è una conditio sine qua non (se scrivete una storia illeggibile, per quanto interessante, sai com'è, È ILLEGGIBILE), ma c'è anche dell'altro sotto. Gli scrittori questo lo sanno, lo sanno anche quelli che vorrebbero essere scrittori, mentre gli scriventi, le iene, quelli che si fanno forti delle proprie conoscenze per umiliare quelli che non le hanno, no. Non lo sanno. 

Quindi

Dite la verità. Ammettete che vi piace umiliare gli altri, che vi piace fare la voce grossa su internet e che vi piace farlo in nome della grammatica perché così vi sentite intoccabili. È comunque triste e inutile, ma almeno è onesto. Smettetela di farvi chiamare Paladine, Giustiziere, Cavaliere, Patrone, Matrone o quello che siete, e datevi l'etichetta che vi meritate, cioè BULLO. Almeno uno sa cosa aspettarsi.

Ho usato anch'io il tono da bullo, vediamo se così capiscono quanto è piacevole 

giovedì 15 dicembre 2011

L'uomo bozzolo e le fotografie che non voglio al mio funerale

 L'uomo bozzolo e le fotografie che non voglio al mio funerale


Ho un problema. Ho visto un bruttissimo cortometraggio e ora vorrei recensirlo, ma non so come cominciare, perché è talmente brutto che mi vergogno per lui.
Tutto è cominciato una notte buia e tempestosa, non poi così buia e nemmeno tanto tempestosa - ora che ci penso, non era neppure notte. Su Tumblr qualcuno ha cominciato a gridare "al genio". Sapete come funziona Tumblr, no? Post, repost repost repost repost virgola tre periodico. Per cui quel "al genio" si è elevato alla potenza di ventordici. Non potevo certo rimanere insensibile a tutta questa genialità, no?

L'oggetto di tanta ammirazione e reposting (o reblog?, abboh, dai, ci siamo capiti) (ho controllato, si dice reblog!) era un cortometraggio di tale Ari Aster. Il titolo: The Strange Thing About The Johnsons.


Mille modi di chiedere aiuto in modo intelligente!

Di cosa parla questo film? Detta in breve, di abusi sessuali in famiglia, ma la cosa controversa e shockante che ha emozionato e sconvolto Tumblr è il fatto che è il figlio ad abusare del padre, e non viceversa! Per non parlare del fatto che il cast è composto solo da attori di colore!!!! (ma di questo parleremo dopo)

Tumblr grida al genio!
For those involved with this film to dare and cross so many boundaries in order to shed light on this sensitive topic … that is bravery.
Dare to address controversy for the better of society.
Here’s to art and awareness.
(Random Dudette #1)

This is the most disturbing, twisted, sick, psychotic and uncomfortable (short) film that I have ever watched. With that said, considering the affect that it is supposed to have, it was well executed. It was, for me, like watching a really scary horror film, though it’s a psycho-thriller, it seems.

(Random Dude #2)

I couldn’t stop watching this. Entranced me more than some hollywood movies out right now. If you have 30min, check it out.

(Random Dudette #3)
E potrei continuare! All'infinito! Ma mi fanno male i diti dopo aver tenuto premuto ctrl+ins e poi shift+ins quindi basta. Arriviamo a noi. Che cos'è questa strana cosa dei Johnsons di cui parlano tutti?

SPOILER ALERT! Intendo qui lamentarmi piagnucolosamente della trama. Se non avete ancora visto il corto, potrei rovinarvi qualche colpo di scena che non c'è. Se vi interessa guardarvelo, andate qui o qui e poi tornate qui a leggere. Altrimenti, continuate pure!

Il corto si apre con l'unica scena decente di tutto il film. Il padre becca il figlio quindic... quattordic... sedic..., vabbè, che si fa una sega guardando una foto. C'è un momento di imbarazzo in cui il padre cerca di spiegare al figlio che farsi le seghe è normalissimo e il figlio che gli domanda "se è tanto normale, vuol dire che te le fai anche tu?". 

Awkwaaaard.

La conversazione si conclude con un "I love you dad" e un "I love you back", il padre se ne va, il figlio si lascia cadere sul letto e DRAMATIC ZOOM ASSOLUTAMENTE POCO CREDIBILE sulla foto che ritrae il padre in costume da bagno! OOOOOH. Il regista sembra avere una strana mania per gli zoom improbabili, come vedremo tra poco.

Passano quattordici anni ed il giorno del matrimonio del figlio. Da questo punto in poi non sono riuscita a trattenere le grasse risate. Gli invitati alla festa fanno una  bella foto di famiglia insieme. Il padre ha la faccia di uno che non si sta divertendo e capiamo subito il perché, visto che il figlio gli sta pizzicando il culo con fare voglioso.

La fazza triste
 Durante il ricevimento la madre si mette a cercare il marito in giro e OMG, dietro a una staccionata CON UN BUCO AD ALTEZZA OCCHI PER DEPRAVATI (what a coincidence!) il figlio sta cercando di fare un pompino al padre che ha sempre la fazza triste. La madre rimane un attimo terrificata, ha un urto di vomito, si asciuga lacrime che non ha, poi sorride e se ne torna alla festa. 
Best performance EVER
Siamo a cena da mamma e papà. La mamma canticchia mentre sforna qualcosa di  non meglio specificato e chiede al figlio di andare a chiamare il padre per cena (brava furba, dopo quello che hai visto lo mandi su da solo con tuo marito, avvabbè); la moglie del figlio è vestita in maniera trucida e assomiglia al tizio di Otto sotto un tetto con la parrucca. 
Questo tizio
MEANWHILE, il padre sta scrivendo degli abusi subiti sul suo diario segreto/nella sua autobiografia (WTF, quando tuo figlio è a cena a casa tua? Mr. Antisgamo, aspetta cinque minuti che se  ne torna a casa!) tipo su un Mac costruito avanti Cristo; arriva il figlio (con tanto di scricchiolio di scale, che suspense!) e il padre cerca disperatamente di chiudere il documento prima e di spegnere il piccì poi, però il computer sembra non collaborare. Arriva il figlio quando il tutto è ancora acceso ma non entra nella stanza, quindi niente. Vanno tutti a cena e il figlio tratta male la madre tipo "Posso avere le carote?" "No, sono di papà, non toccarle!"; il padre e la madre si tengono per mano e il figlio per tutta risposta fa piedino al padre che sembra più una grattatina sullo stinco.

Vi ricordate il diario segreto/l'autobiografia di cui parlavamo prima? A quanto pare il padre intende pubblicarla, perché le ha dato persino un titolo, Cocoon Man (che a mio modesto parere sarebbe stato un titolo migliore per il corto di The Strange Thing About The Johnson, ma vabbè). Pinza il tutto e lo porta in camera da letto; si sente il rumore della doccia e deduciamo che la  moglie si stia lavando. Il padre ficca il romanzo sotto il cuscino con un post it Joan forgive me.

Il figlio esce dalla propria camera da letto - ma 'sto figlio non ha una casa propria? È sempre lì in giro! E qui sorge di nuovo la domanda: ma tu, padre, non puoi aspettare che tuo figlio se ne torna a casa?, o che vada a fare la spesa?, perché devi fare le cose pericolose sempre quando lui è in casa così ti sgama? Comunque, il figlio dice al padre, che fa la faccia antisgamo del tipo "Chi, io? Quale manoscritto?", che il bagno di camera sua non funziona quindi andrà in quello della camera dei genitori. Il padre strilla "Noooo tua madre è sotto la doccia!" e il figlio giustamente risponde "Posso aspettare!" e se ne va tutto tranquillo in camera. Il padre, spaventato a morte, scende di sotto. 

Nella scena successiva, il padre e un gufo fanno a faccia di tolla. Vince il gufo perché il padre si gira quando il figlio entra nella stanza. Il figlio ha in mano il manoscritto! TA-DAAN, zoom (the strange thing about the zooms). Il padre, con una gestualità da attore consumato, si spiaccica contro lo schienale della poltrona. Il figlio gli getta davanti il manoscritto con disprezzo e il padre si scusa per averlo scritto. Il figlio gli dice "Fai sparire tutte le copie" e se ne va.

È Capodanno! Il figlio limona con la moglie (sempre vestita come la merda) e il padre ha la solita faccia depressa. Il figlio guarda in camera... ah, no, sta guardando il padre mentre limona. È finita la festa, tutti tornano a casa, TUTTI TRANNE IL FIGLIO, che dà un pugno a una fotografia (the strange thing about the photo) e dice alla moglie, con un tono MOLTO convincente "Ops, ora dovrò stare qui a pulire tutta la notte, tu va' a casa" (e lei ci va, anche se è poco convinta). Il padre nel frattempo è nella vasca da bagno - cosa che ci fa intuire che sia andato a farsi il bagno PRIMA che gli ospiti fossero usciti di casa o che il figlio abbia vagato per casa senza meta per ore - e sta ascoltando una cassetta (ZOOM sul particolare della cassetta, una cassetta di... autoaiuto? Boh? Come Fare A Dare Sberle Al Proprio Figlio Trentenne In Cinque Mosse) a tutto volume. Il figlio bussa alla porta, "Come hai osato chiudere la porta a chiave?", e butta giù la porta. Qui il padre fa la faccia più buffa di sempre e anche se doveva essere una scena terribilmente drammatica io ho riso come una scimmia per tutto il tempo.

Click for fun

La madre nel frattempo sta guardando tipo ER (dopo la festa di Capodanno?, sono le quattro del mattino, non puoi andare a dormire?) e alza il volume al massimo (ZOOM sul volume che viene alzato) per non sentire le grida di terrore del marito dal bagno e ride da sola, brava scema. Il figlio nel frattempo esce dalla vasca con i pantaloni alle caviglie zuppi, se li tira su e dice "Scrivi anche questo sul tuo libro". Primo piano della faccia terrorizzata del padre a letto che guarda la nuca della moglie che è sveglia come un grillo ma gli dà le spalle.

Il padre tira fuori da sotto le assi del pavimento disposte in maniera molto poco sospetta una copia segreta di Cocoon Man e cerca di uscire di casa. Da chi sta andando? Perché come al solito non aspetta che il figlio sia uscito di casa? Perché invece di andare in giro col manoscritto stretto al petto col titolo bello in evidenza non se lo mette tipo in una borsa nascosto, così nessuno lo vede? Boh. Fatto sta che scende le scale e il figlio lo ferma per fare una chiacchierata da uomo a uomo. Il figlio gli dichiara per l'ennesima volta il suo amore perverso e il padre corre fuori con il manoscritto stretto al petto, agitandosi come una ragazzina. In quel momento, arriva un furgoncino dei gelati o della posta o quel che l'è, a tipo DUE ALL'ORA, ma visto che andava a due all'ora il regista ha pensato bene di velocizzare la pellicola, che tanto non se ne sarebbe accorto nessuno! Il furgoncino colpisce in pieno il padre che non si capisce come ci sia finito sotto e lo uccide. Magistrale l'interpretazione dell'autista del furgoncino. Quella del figlio invece fa pena e ho riso istericamente mentre lo guardavo tirarsi su i calzoni come se gli scappasse una pipì assurda.

Viene organizzato il funerale e la moglie è sconvolta. Dopo il funerale, non si quanto dopo, ma dopo, il figlio fruga tra la roba del padre e ne cava fuori un maglione orrido che indossa su una camicia che peggio mi sento. La madre lo becca e qui parte  un altro momento esilarante del corto: IL FINALE. La madre chiede al figlio perché il padre stesse piangendo al ritorno dalla sua Prom Night, notte del ballo di fine anno. Il figlio risponde "Che cazzo ne so, sono passati anni?" e la madre dice "Ah, allora è iniziato quel giorno!" tra le lacrime e lo accusa di aver ucciso il proprio padre. Gli tira due schiaffi, lui glieli rende e qui parte una bitch fight. Il figlio scaglia la madre verso il caminetto, ma lei si ribella afferrando non si sa come l'attizzatoio e piantandoglielo ovunque gridando come se avesse visto un topo. Fine.

Ora, sono io che sono ormai rovinata mentalmente dopo anni di film trash e slasher e torture porn, o questo film fa morire dal ridere? Ho una serie di domande:

1) PERCHÉ? Cioè. sul serio, perché. Com'è possibile? Il padre non è un vecchio immobilizzato sulla sedia a rotelle o su un letto, non è un bambino che non sa difendersi e non è una donna. Com'è possibile che il figlio riesca ad avere sempre la meglio su di lui? Il figlio non sembra più forte né dal punto di vista fisico né da quello mentale. Non sembra dotato di forza particolare né delle capacità per soggiogare la mente del padre. Non viene mostrato nulla di tutto ciò. Voi potrete dire "ma Kuki, è sottinteso! È finemente lasciato intuire!", ma io dico: mi ha fatto lo zoom persino sull'audiocassettina per farmi VEDERE che tipo di persona è il padre (senza riuscirci, tra l'altro), quindi perché non mi fa vedere che tipo di forza ha il figlio a propria disposizione che gli permette di fare del male al padre? Considerate poi che gli abusi sono cominciati quando il figlio era solo un ragazzino! Ma dagli due sberle. Nel libro il padre scrive "Cosa avrei dovuto fare, mandarlo nella sua stanza?" Sì, cazzo! Dai! A pedatoni! Secondo te? Ma che domande sono?

2) MA LA GENTE È STUPIDA? Vogliamo parlare del padre e del manoscritto? Prima di tutto, che modo inefficace di chiedere aiuto, o comunque di ammettere quello che sta succedendo. È vero che tutti reagiscono in modo diverso, ma pensaci un attimo! Se io fossi appassionata di tatuaggi e mio padre mi molestasse o molestassi mio padre o mio figlio mi... (sigh) comunque, non è che mi farei tatuare "vengo molestata" in fronte perché per caratterizzazione mi piacciono i tatuaggi! Lui scrive 'sto malloppo e se lo mena in giro così, ad cazzum. Prima di tutto lo scrive quando il figlio è in casa e poi fa le faccette preoccupate quando lo sente arrivare (ma dai?), poi, quando finalmente l'ha stampato, è sempre lì a sventolarlo in giro nei momenti meno opportuni. Aspetta che tuo figlio esca! Mandalo a fare la spesa! Un po' di buon senso. E la madre, che dovrebbe fare la parte di quella debole che sa tutto ma non dice niente? Sembra solo una deficiente. Sembra una che ignora più che una che finge di non sapere, eppure l'abbiamo vista tutti guardare dal buco della staccionata. Quando alza il volume sembra che lo faccia perché le grida le danno fastidio, non perché non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E il finale, dove fa tutta la figa con la storia del ballo di fine anno? Ma scherzi? Che senso ha? Li hai visti! 

3) Terza e ultima domanda, la più importante di tutte. CHI HA SCELTO LE FOTO PER IL FUNERALE? 

Foto scelte da uno che ti vuole proprio bene
Ah, un'ultima considerazione. Sempre su Tumblr si sono tutti messi a fare commenti argutissimi sul fatto che il cast è tutto di colore. "È per dimostrare che le cose brutte succedono a tutte le famiglie! È per superare i pregiudizi!". No. Il regista dice chiaramente "L'idea mi è venuta chiacchierando col mio amico a cui poi ho dato la parte del figlio. Essendo il mio amico di colore, i genitori dovevano essere di colore."

Ultimissima cosa. Il tema disturbante. Come avete visto dai commenti che ho citato, il cortometraggio viene lodato per il coraggio di aver affrontato il tabù dei tabù. A parte che una cosa è il tabù e una è il caso raro ed eccezionalissimo; a questo punto, è un tabù anche la molestia sessuale da parte degli scoiattoli? 

Stuprerò la tua famiglia!

Ma a parte questo, non è che affronti un tema disturbante allora sei troppo socialmente impegnato. È come quando nelle ficcyne scrivono una scena di stupro: scrivere di stupro non fa di te  una persona matura e troppo cool che spezza la prigione di silenzio costruita attorno a un tema scottante. Puoi anche scrivere - pensa te - una scena di stupro di merda, come puoi girare un corto di merda sugli abusi sessuali. Sono cose che capitano.

venerdì 10 giugno 2011

S-leggere

Ieri sera il signor scrocco ed io siamo andati al cinema, a vedere Paul (l'ultima fatica di Simon Pegg e Nick Frost - ne riparleremo). Durante la pubblicità che precede l'inizio del film, è stato proiettato lo spot degli Inediti d'autore del Corriere della Sera. "I più grandi autori della narrativa italiana contemporanea", dicono. Segue lista di titoli e di autori.
Fabio Volo.
Fabio Volo sarebbe uno dei più grandi autori della narrativa italiana contemporanea.
Va bene che "piuttost che nien l'è meji piutost", come dice mio nonno, ma secondo me qui si tratta di diseducazione alla lettura. Poi vedete voi, ma a questo punto va bene anche Geronimo Stilton.

lunedì 9 maggio 2011

Parla-oh



Se poi un giorno io tornassi da me, non sarebbe male. C'è questa cosa, che non riesco ad immaginare me stessa dentro di me, e mi guardo sempre da fuori. È una cosa strana, un po' come quella che non riesco a visualizzare nella mente una bicicletta dritta - la vedo sempre sbilenca, come se stesse sempre affrontando una curva vertiginosa, è più forte di me. Allo stesso modo, non riesco né a ricordare né a pensare me stessa dentro di me. Mi vedo sempre da fuori, di solito di spalle, la nuca, il collo là dove è lasciato scoperto dai capelli. Non mi guardo mai in faccia, ma non sono in me, sono fuori di me, e mi guardo mentre faccio cose. Se mi immagino, mi immagino come se guardassi una sconosciuta - il set della fantasia cambia tutte le volte, e tutte le volte cambio un po' anch'io. Se devo ricordare qualcosa, la ricordo vista da lontano: non sono mai dentro i miei occhi, nella mia bocca, tra le mie dita, ma sempre fuori, a sbirciare la scena.
Una volta ero a cena con un amico, in un ristorante dove una parete era interamente occupata, nella parte alta, da un lungo specchio incorniciato. Il mio amico mi ha detto "Non ci credo che non ti sei specchiata nemmeno una volta. Non hai nemmeno sbirciato, neanche un'occhiata di controllo." Perché dovrei? Tanto mi guardo sempre da lontano. Sono dentro e sono fuori, sdoppiata, perché dovrei triplicarmi, aggiungendo un'altra me che dallo specchio guarda quella che c'è lì e quella che c'è qui? 
È una cosa che in un certo senso mi ha sempre spaventata. Non mi va di stare qua fuori, vorrei stare lì dentro. Forse è per questo che sono sempre in preda all'ansia, è per questo che vivo con il costante terrore del fallimento: sono una specie di regista distante, che osserva obiettivo, che dirige la scena e pretende la perfezione; peccato che, al contrario del regista, io non abbia mai la possibilità di ripetere i ciack.
Mi chiedo cosa di me vedano gli altri, se vedano quello che, da lontano, vedo pure io. Per questo faccio tante domande, ma mai nessuna diretta - perché non sta bene chiederlo, penso, e poi come faccio a spiegare tutta questa cosa del doppio e del come mi vedo io senza sembrare assolutamente fuori di testa? Però come vorrei che ci fosse qualcuno che venisse a recensire il film che mi sto girando nella testa. Qualcuno che mi dica «Ehi, ho notato che ti stai sforzando molto! Ma, tranquilla, mi è piaciuta un sacco quella scena lì, quella lì dove tu dicevi questo e quell'altro. Molto figo.» Che poi, in realtà, non è questione di "manie di protagonismo". Forse è più un "va tutto bene, stai facendo bene, tranquilla, così è okay, ho visto che ci hai provato, ed è okay". No, beh, sono comunque manie di protagonismo (credo che si chiamino così, poi non so se abbiano un'altra definizione, e io sinceramente ora non c'ho lo sbatta di cercarla), ma la mia speranza è che, in fondo, tutti ne abbiano almeno un paio, di queste manie. Che ci sia, insomma, qualcun altro, oltre a me, che va nel panico e che vorrebbe tanto qualche bravo critico a battergli sulla spalla e a dargli qualche stellina, così, un po' per premio e un po' per incoraggiarlo a migliorare.
Per questo faccio tante domande, credo. Perché vorrei che gli altri le facessero a me.

domenica 6 marzo 2011

Scusa ma ti chiamo schifo


Salve, signor Federico Moccia.
Mi chiamo Erica e ho letto la sua lettera a Yara pubblicata su Libero il 27 febbraio 2011. Andiamo, lei sa quale intendo, quella "lettera che non verrà mai letta, mai aperta. Una lettera che rimarrà abbandonata sulle pagine di questo giornale". Beh, l'ho letta io, la sua lettera, e ho pensato di scriverne una anch'io. 
Questa lettera è per lei, signor Moccia, spero che non le dispiaccia. Probabilmente anche la mia non verrà mai letta e mai aperta,  e resterà abbandonata tra (perché una lettera si abbandona TRA le pagine, non SULLE pagine di un giornale, signor Moccia) le pagine virtuali di questo blog, ma  onestamente chissenefrega. La scrivo più per me che per lei, non me ne voglia: è più uno sfogo che una vera e propria lettera, ma va bene anche così.



Mi è stata fatta una telefonata nel pomeriggio. «È stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio. Potresti scrivere un pezzo? »
E così rimango in silenzio, come stordito. A cosa potrà servire quello che scrivo?
È quello che mi sono chiesta anch'io. Proprio la stessa identica cosa.
Ma non voglio sembrare disinteressato. Non lo sono. 
E quindi si è sentito in dovere di scrivere un articolo  infarcito di banalità come manco i peggio link di Facebook. Mi sembra giusto: è esattamente così che ci si dimostra coinvolti in una vicenda ed interessati, con squallide citazioni dei propri libri.
E in un attimo ritorno indietro nel tempo. Tre mesi prima. Yara. Me la ricordo E qui va la virgola quella ragazza.
Meno male, signor Moccia, dal momento che abbiamo appena finito di dire che lei "non vuole apparire disinteressato". Quindi meno male che almeno si ricorda chi sia, questa Yara, eh?, dopo che ha appena finito di parlare di silenzi storditi e dell'utilità delle sue parole e del fatto che non vuole dare l'impressione, tacendo, di non essere rimasto colpito da questa vicenda. Ricordarsi chi sia Yara, signor Moccia, è un po' il requisito minimo per sembrare interessato. Ma forse lei stava tentando di fare una specie di gioco retorico, non è così?
Ah, aggiungo anche se lei ritorna, adesso, indietro nel tempo, allora sono "tre mesi fa" e non "tre mesi prima".  
L’avevo vista nelle foto dei telegiornali, una bella ragazza in tuta. Sembrava amare la ginnastica. 
"Sembrava che amasse la ginnastica", perché Yara non amava la ginnastica solo in quella foto lì, la amava nella vita; la foto, al massimo, le può aver dato un indizio riguardo questa sua passione. Inoltre, signor Moccia, complimentoni per la deduzione, come se non ci fossero state dozzine di articoli e di servizi, su Yara, a ribadire quanto amasse lo sport - e non a caso è stata rapita mentre tornava a casa dalla palestra. 
Nelle foto la ricordo con un bel sorriso, con l’apparecchio come capita spesso a quell’età, con i capelli raccolti come fossero delle treccine che diventavano una coroncina
"Come fossero delle treccine che diventavano  una coroncina". Signor Moccia, che orrore di descrizione. Erano "come fossero" delle treccine, e invece che cos'erano? Cosa vuol dire "come fossero"? Non era più semplice, e più corretta, una formula tipo "con i capelli raccolti in sottili treccine, disposte/appuntate/acconciate poi sulla testa come una coroncina"?
Aveva "Indossava", signor Moccia, non ce lo aveva mica in mano un body bianco in quelle foto, Ma signor Moccia, due righe fa era in tuta, quella tuta che le ha fatto capire che amava la ginnastica! E giusto per amor di completezza, nell'unica foto in cui Yara indossa qualcosa di bianco, quel qualcosa è una canotta da ginnastica, non un body era giovanissima ma si vedeva già sbocciare una bella ragazza.
A parte l'utilizzo assolutamente arbitrario della punteggiatura, questa frase è qualcosa di raccapricciante. Si comincia con un "aveva un body bianco", sottintendendo il soggetto "Yara"; si prosegue con "era giovanissima" e di nuovo il soggetto sottinteso è "Yara"; si conclude poi con un "si vedeva già sbocciare una bella ragazza", e qui il periodo fa patratrack, con questo svarione di soggetti che non sta né in cielo né in terra.
Aveva la carnagione leggermente scura, La carnagione "leggermente scura", signor Moccia? Che descrizione sciatta, povera, sbiadita: non c'è concretezza, in questa immagine, non c'è un vero colore, non c'è un vero dettaglio. Cosa significa "leggermente scura"? Come devo interpretare questo "leggermente"? Era abbronzata, o aveva la pelle olivastra? Le importa così tanto, di questa ragazza, che neanche si preoccupa di inserire una descrizione decente che le renda giustizia? i denti perfetti Buonismo allo stato puro. L'apparecchio lo metteva per sfizio? e degli Non stiamo parlando di occhi a caso, ma dei suoi occhi, quindi "gli", non "degli" occhi vivaci. Mi ricordo che avevo seguito quella storia. Per fortuna, signor Moccia. Ricordiamo che lei non vuole fare la figura di quello disinteressato. C’erano state alcune telefonate che dicevano che era ancora nella scuola, forse Il "forse" non esiste. O c'è stata o non c'è stata. Se ha seguito il caso dovrebbe saperlo. Dato che le è stato affidato un pezzo a riguardo, forse era il caso di rivedersi un po' di documentazione, o no? c’era stata anche una medium che ne dava qualche notizia sapendo dove avrebbero potuto trovarla. Signor Moccia, non crede anche lei di aver fatto un mezzo pasticcio con i verbi, qui? "Ne dava qualche notizia sapendo dove avrebbero potuto trovarla"... Ho pregato perché i suoi genitori la ritrovassero. Ma non così. Non in questo modo. Dopo così tanto tempo è stata trovata senza vita, per caso, in aperta campagna, da un residente del luogo che stava facendo volare un piccolo aereo. Un aereo radiocomandato, andiamo. Perché non chiamare le cose con il proprio nome? Immagino che quell’aereo improvvisamente abbia perso velocità, sia caduto così, a pochi metri da lei. Ma perché immagina, signor Moccia? Il signor Ilario Scotti ha raccontato tutto riguardo il ritrovamento del cadavere, quindi perché "immagina"? E quella persona Che ha un nome, Ilario Scotti mentre lo cercava ha invece trovato lei. Lei nell’erba alta. Lei come un volo spezzato di quella piccola farfalla che era. Questa similitudine è talmente brutta, signor Moccia, che mi ha lasciata senza parole. È banale ed è vuota e non c'entra assolutamente nulla con la povera Yara. E per di più, è anche scorretta: lei (Yara) sarebbe come il volo spezzato di una farfalla che era lei? O Yara è la farfalla o Yara è il volo spezzato, non può essere sia il volo spezzato (tra l'altro, sono le ali a spezzarsi, non il volo) della farfalla sia la farfalla stessa a cui è stato spezzato il volo. E allora vorrei scrivere una lettera a te Yara. La punteggiatura, signor Moccia: a te, Yara.
Una lettera che non verrà mai letta, mai aperta. Una lettera che rimarrà abbandonata sulle "Tra le" pagine di questo giornale. Ma che forse arriverà da qualche parte e servirà a qualche cosa. Sì, signor Moccia: ad esempio, serve a mostrare come NON si usa la punteggiatura, come NON si usano le similitudini, ed è un esempio di banalità e di sciatteria come pochi ne ho visti e letti. Yara, mi piacerebbe Le piacerebbe, signor Moccia? Un condizionale? Perché, in realtà non le piace? pensare che tu abbia il sorriso dell’amore, che ci sia un Dio che ti permetta di perdonare, che ti faccia una carezza e solo con quella riempia il tuo cuore di tutto quello che tu non hai potuto vivere, di tutto quello che ti hanno rubato. Ho scritto dell’amore, dei sogni e delle emozioni e di quel primo bacio… E chi se ne frega di quello che ha fatto lei, signor Moccia? Stiamo parlando di Yara o di lei? Mi spiega quale sarebbe il nesso tra quello che lei ha scritto e quello che ne è stato della vita di Yara, per favore? Quello che forse tu Yara ancora Le virgole, signor Moccia, queste sconosciute: forse tu, Yara, ancora non avevi mai dato, O “non si ha mai” o “non si ha ancora” quello che magari hai tanto desiderato guardando quel ragazzo di A scuola, signor Moccia. O è un compagno di scuola o è un ragazzo a scuola scuola di poco più grande di te. Immagino quel tuo sorriso all’uscita, in maniera distratta perché lui non capisse o forse un po’ sì. Perché volevi vivere l’amore, perché lo avevi letto nei libri, lo avevi visto nei film, lo avevi sognato in un sogno Sognare in un sogno, signor Moccia. Spero che se ne renda conto anche lei... Lo avevi vissuto in famiglia guardando quei sorrisi tra tuo padre e tua madre. Ma l’amore dei genitori a volte non è più abbastanza, si ha voglia di sentirsi innamorati, di stare tre metri sopra il cielo. Ecco il picco di squallore. C'era proprio bisogno di autocitarsi, signor Moccia? Il suo ego ha preso il sopravvento e l'ha costretta a inserire questa porcheria? Perché onestamente, io non ne capisco il senso. Davvero. Nemmeno Neruda si autocitava. Ecco E qui va la virgola Yara, mi piacerebbe che in questo mondo Quale mondo? ci fosse solo amore, vorrei vederti correre ancora con il cuore a duemila, Perché, signor Moccia, lei l'ha mai vista correre con il cuore a duemila? emozionata e felice di poter confessare alla tua amica di quel bacio rubato, E certo, perché l'adolescenza a questo si riduce, a una manciata di ormoni di essere sgridata dai tuoi genitori per essere arrivata tardi a cena, ti vorrei vedere ingenua e felice e che questo fosse permesso in questo mondo. Altro errore pacchiano. Il verbo reggente è "ti vorrei", che ovviamente non può reggere "che questo fosse permesso in questo mondo":  è come scrivere "Ti vorrei vedere e mangiare un gelato". Avrebbe potuto giocare con l'anafora, signor Moccia, e scrivere "ti vorrei vedere ingenua e felice e vorrei che questo fosse permesso in questo mondo", oppure avrebbe potuto girare diversamente il "ti vorrei", sciogliendolo in "vorrei vederti ingenua e felice e che questo fosse permesso bla bla bla". Inoltre, le faccio notare la fastidiosa ripetizione di "questo", che non è anaforica, è solo brutta e sciatta.
Vorrei Virgola Yara Virgola che ci fosse “Fossero”, perché parla di amore e di rispetto solo amore intorno a te e rispetto per la tua splendida fragilità, per la tua purezza, per i tuoi occhi che sorridevano, per il tuo sorriso curioso di amore e di vita… Gli occhi sorridenti e il sorriso: fastidiosa ripetizione. Tra l'altro, mi piacerebbe vedere “un sorriso curioso di amore e di vita”, perché è un'immagine vuota e inconsistente, che non comunica niente. Ma qualcuno ci ruba i sogni Virgola Yara Virgola e io e tutti gli altri che amano, Assolutamente niente virgola, qui, signor Moccia! La virgola non separa MAI il soggetto dal verbo di riferimento! piangiamo con te.

Ancora mi sfugge il senso di questa lettera. 
Mi riferisco ovviamente alla lettera che ha scritto lei, signor Moccia, non a quella che ho scritto io: la mia ha senso, il senso di comunicarle quanto schifo mi abbia fatto quello che lei ha scritto, il senso di mostrare a tutti la mia indignazione e la mia nausea. La sua lettera, invece, per me non ha motivo di esistere. 
Non sono parole di conforto, le sue, non sono immagini di tenerezza, di rammarico, di rimpianto.  Non sono nemmeno immagini, a dirla tutta. Non comunicano niente. Sono solo un'accozzaglia di luoghi comuni (primo fra tutti, quello della farfalla dalle ali, pardon, dal volo spezzato) e di squallore più o meno spiccato (a mio parere, si raggiunge il massimo con la neanche tanto velata citazione del suo romanzo più famoso, Tre metri sopra il cielo). 
Lei, signor Moccia, non ha nemmeno dimostrato di aver seguito la vicenda: quello che ha scritto di Yara può essere applicato senza sforzo a qualsiasi ragazzina tra i dodici e i diciassette anni, qualsiasi.  Lei non ha parlato di Yara. Non ha parlato della sua passione per la ginnastica, di quello che davvero le piaceva o non le piaceva, di quello che la rendeva unica, di quello che davvero lei è stata. Lei si è limitato ad abbozzare la classica protagonista vuota e preconfezionata dei suoi romanzi.
Lei è stato banale, sciatto, squallido e scontato. Lei, come autore, mi fa davvero schifo.
Io e tutti quelli che apprezzano lo scrivere bene piangiamo.

sabato 12 febbraio 2011

Cough cough

Cari piccoli e grandi lettori (e in realtà, lo so, siete tutti grandi),

come ve la passate? La vostra Kukiness è stanca morta. È stato un mese di fuoco, tra esami e corso di scrittura creativa e part-time e chi più ne ha più ne metta. Lunedì ho l'ultimo esame, quello di latino, quello spaventoso, e dopo quello liberta-ah-ah - più o meno per, uhm, sei giorni, perché poi ricominciano i corsi, ma vabbè, sei giorni sono meglio di niente.

Sono indietro un po' in tutto. Indietro nelle letture, indietro nelle recensioni e indietro persino con Athanor. Speravo di pubblicare il primo capitolo nei primi giorni di febbraio, ma mi sa che sfrutterò il break prima del 21 per fare le cose come si deve. Aaah, sono la solita procrastinAutrice, lo so, lo so. Potete mettermi il lassativo nel caffè, me lo merito.

Oggi io e il signor scrocco abbiamo tenuto la seconda lezione di scrittura creativa al liceo. PRO: i ragazzi sono stati straordinari. Davvero. Mi sono divertita un sacco a parlare con loro. CONTRO: ho scoperto D'Avenia e Bianca come il latte, rossa come il sangue. Credo che nei prossimi giorni mi toglierò il sassolino dalla scarpa e lo recensirò qui sul blog.
Per adesso è tutto. Torno a studiare - sbircia il libro aperto sulle ginocchia - l'uso dei pronomi dimostrativi. Che pacchia.

Che la Forza sia con voi,

K.

venerdì 28 gennaio 2011

Confronti



Io rispetto quest'uomo dal profondo del mio cuore.


Tengo invece a ribadire e a sottolineare il mio sentito disprezzo per il Tg5, che qualche giorno fa (mi sembra il 25) ha trasmesso un servizio sul fatto che se la madre di Berlusconi non fosse morta tre anni fa, a novantasette anni, quel giorno avrebbe compiuto cento anni. Quando ho sentito la notizia quasi non ci credevo... Il Tg5 è praticamente il blog di Berlusconi. 

lunedì 17 gennaio 2011

sabato 15 gennaio 2011

A voler essere sinceri

Slap a bitch
Because you too can own this look of satisfaction
«Che ci posso fare? Sono stronza, acida, piena di difetti, orgogliosa, velenosa, guai a chi mi fa arrabbiare!, e sincera. Per questo ho pochi amici, perché sono troppo sincera. La gente odia la sincerità u.u»
No. Hai pochi amici perché sei stronza, acida e piena di difetti. E giustamente nessuno ti vuole tra i piedi. Davvero.

giovedì 23 dicembre 2010

Ma per sul serio


Ultimamente sui canali schifidi della Mediaset dove vendono tutte quelle stronzate per corrispondenza gira la reclame reclam? raclaim? okay, pubblicità, di questa roba qui.


Snuggie (c)! La coperta con le maniche! Per i freddolosi che vogliono essere coperti ma avere le mani libere! Bellissima! Maledette coperte, che ti bloccavano le mani e ti impedivano di leggere o usare il telecomando. Ma meno male che ora c'è Snuggie (c)! Una roba mai vista prima! Non esiste niente di simile al mondo! Qualcosa che ti copre MA che ti lascia le mani libere! Pazzesco!


Ma forse era troppo facile. Ponsi-ponsi-po-po-pò.

martedì 20 luglio 2010

Stancherrima

Scusate se non aggiorno le fanfiction, non scrivo recensioni decenti, non mi occupo del blog né della pagina di facebook, ma è un periodo piuttosto pieno con l'università. Se tutto va bene, il 21 luglio finisco e il 22 riprendo a fare la persona normale u.u"

Grazie a tutti quelli che sopportano la mia esistenza ad intermittenza ;-)