giovedì 12 gennaio 2012

Quando dovresti fare altre cose e invece fai questo


Ho due concorsi in ballo, una manciata di esami da dare tra gennaio e febbraio e un sacco di lavoro da smaltire... ma ormai la febbre del Super Who (Supernatural + Doctor Who) ha contagiato anche me!
Ecco la preview della prossima long-fiction che vedrete pubblicata sul mio account. Titolo provvisorio: Il Nome di Dio.


Erano le undici passate di sera e Harvey Smith avrebbe voluto trovarsi sul divano di casa sua a guardare il Late Show, invece si trovava in una brutta kebabberia che faceva anche sushi – o almeno così diceva l’insegna. Sua moglie lo aveva buttato fuori di casa praticamente di peso. «Non è colpa mia,» aveva detto, strofinandosi il pancione, «se tuo figlio ha una voglia matta di agnello con spezie. Sii un eroe e vacci a prendere un menù completo. Con cipolle, eh!»
Harvey dubitava che Harvey Junior capisse la differenza tra carne d’agnello e l’insalata di pollo che avevano in frigo, ma non aveva detto niente, aveva preso le chiavi dell’auto ed era uscito. Il Sushi e Doner Kebab Sava era solo a una decina di minuti di macchina.
«Vado un attimo al bagno,» disse all’omino dietro al bancone, che non si era sorpreso di ricevere un ordine del genere a un quarto d’ora dalla mezzanotte. L’omino gli indicò la porta del bagno e gli diede un mazzo di chiavi con una grossa palla da biliardo appesa al gancetto.
Il bagno era piccolo e buio. Harvey cercò l’interruttore della luce a tentoni, ma quando lo schiacciò la lampadina al neon sul soffitto fece fzzzz e non si accese. Non era la prima volta che pisciava alla cieca. Cercò con il piede il bordo di porcellana dell’orinatoio e si aprì la zip, con la sensazione di aver dimenticato qualcosa.
Quando il muro alle sue spalle si illuminò e uno spiffero gli solleticò la nuca disse «Occupato!» e continuò a pisciare, poi capì che la porta non si era aperta e la luce non veniva dall’ingresso.
Quando si girò e vide la crepa sul muro lucente come il sole di mezzogiorno che squarciava a metà la fila di specchi sui lavandini disse «Occazzo.»
Quando la crepa si aprì in due e qualcosa lo afferrò per le gambe disse «ONONONONO!»
Quando il buco lo inghiotti nella luce, con un suono simile a quello di un gorgo sturato, gli venne in mente che si era dimenticato le cipolle e che probabilmente stava per morire.
La palla da biliardo con le chiavi cadde sul pavimento del bagno quando ormai di Harvey Smith era rimasta solo una scia di pipì che spariva nel muro.



Voi non sapete quanto mi sto divertendo!




2 commenti:

J. ha detto...

Io lo so invece. Quando le storie si scrivono da sole è una grandissima figata! Non vedo l'ora di cominciare tutta la trafila sulla tua long, ma sappi che hai un problema: se pensi di mollarmi sul più bello come hai fatto con Tusaichi, stavolta ti vengo a prendere e farai i conti con una fanghèrl incazzatissima!

J. ha detto...

...dove per trafila intendo: aspettare trepidante la pubblicazione, cliccare come una pazza venti volte al minuto per controllare se hai aggiornato, divorare il capitolo, recensire a caldo senza riuscire a frenarsi e poi iniziare a sbavare in attesa del capitolo successivo!